GUTTA CAVAT 
(Gia' L'angolo di Remil)



" PAGINA D'ARTE "


SALVATORE MESSINA
Salvatore Messina é nato a Catania il 6 Agosto 1939. Autodidatta. E' stato definito dalla critica, dai grandi collezionisti di classe, "un geniale tecnicista", per l'unicità delle sue tecniche pittoriche che, tramite una
consumata maestria nell'uso del mezzo espressivo  e del colore, rende i suoi lavori rari e irripetibili.
Ha allestito mostre personali e partecipato a rassegne d'arte in Italia e all'estero. La sua prima personale
risale al 1965, presso la Galleria d'arte moderna, Giovanni Verga, di Catania. Successivamente ha esposto a Milano, Brunico, Napoli, Taormina, Atene, Merano, Genova, Pesaro ed altre citta'
Numerose sono le attestazioni, i riconoscimenti ricevuti. Nel 1976, una sua mostra itinerante  ha attraversato la Svizzera, la Germania, l'Austria, il Belgio, la Francia, suscitando l'interesse della critica e della stampa.
Più recentemente ha esposto presso il Palazzo Reale di Milano, alla Villa Olmo di Como, al Circolo della Stampa di Catania, al Museo Postal Montpanasse di Parigi, alla Pinacoteca d'arte antica e moderna di Salsomaggiore Terme, alla Mid's Gallery di Vancour, alla Villa Cordellina Lombardi del Palladio di Montecchio Maggiore, all'Arengario del Comune di Milano. Opere di pittura e grafica sono conservate presso il Museo d'arte moderna di New York, Madrid, Parigi, Mosca. Nel 1973  gli é stata assegnata la targa scambi culturali Italo-Iranini.
 E' Presidente del Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Grafica "Città di Valdagno"
 Accademie e altre prestigiose istituzioni hanno patrocinato le sue iniziative  culturali tra le quali il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano.




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Giuliano Menato

Salvatore Messina si dedica alla pittura con grande passione trovando in essa un congeniale mezzo di espressione. Coltivata dapprima come esigenza per manifestare un mondo interiore ricco di emozioni e di stimoli, la pittura ha finito per diventare anche occasione per una presa di coscienza disciplinare: si capisce perciò come abbia subìto,
nel corso degli anni, un'evoluzione di forme e di gusto oltre che un rinnovamento di contenuti e di temi. Intesa non come fatto  fine a sè stesso o che riceve interesse rigidamente analitico, la pittura é praticata senza cerebralismi, mostrando l'autore ciò che il suo animo coglie per istintiva adesione, ciò che il suo occhio ricompone di una frammentaria realtà.
Messina consegna al pubblico un'opera che partecipa un fenomeno naturale  o una condizione dell'essere,
facendo sentire viva la sua voce di artista, che opera dando nella possibilità di un dialogo, un messaggio
che non sia sterile. La pittura esercitata come riflessione sul mezzo artistico spiega la svolta che Messina
ha avuto, passando da un genere rappresentativo della realtà, legato ad una figurazione di elementi ancora
oggettivi, a quello in cui la realtà viene evidenziata nelle sue componenti essenziali: spazio, luce, colore.
A questo approdo é giunto per fase intermedia, caratterizzata da un fare informale, dal gusto per una materia decomposta e deflagrata. C' è stata, dunque, un'evoluzione, un passaggio graduale, e ciò ha consentito quel perfezionamento del mezzo espressivo, presupposto indispensabile per l'opera recente che tende a delicate trasparenze di colori. Messina, però, non intende arrivare  mediante l'esercizio degli elementi primari della pittura ai risultati di un procedimento programmato. Egli non progetta a tavolino il suo lavoro. Traduce spontaneamente un'esigenza di ordine, una tensione verso l'infinito. Risolve così l'impossibilità, che é della vita quotidiana, di superare il contingente, cioé il mondo che delude e non appaga il desiderio di armonia
e di quiete, che soffoca l'ansia di libertà dell'uomo.

Giuliano Menato

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Impressioni dalla memoria ottica delle sue opere.

         "Un tempo, se ricordo bene, la mia vita era un festino
          in cui tutti i cuori si aprirono, tutti i vini scorrevano.
       Una sera, ho fatto sedere la bellezza sulle mie ginocchia.
                E l'ho trovata amara. E l'ho insultata.

                        (Arthur Rimbaud)

Dove si trovano queste piccole estetiche che nascondono particolari vibrazione su gamme cromatiche depositate in certi frangenti della riflessione elegante e disperata, festosa e tradita ? Ci sono state epoche della nostra vita in cui ha preso potere su di noi l'emergenza triste e decorativa di improvvise cadute dell'umore. Queste lastre finte fino alla trasparenza, queste pitture  vetrose venate di veleni bluastri, queste plastiche chimicamente interessate alle
atmosfere della notte o alle ore nere della solitudine, hanno tutti i segreti che hanno reso dubbiosi spesso i nostri sensi quotidiani, di cui hanno puntualmente rovinato sia l'ingenuità sia la controversa vertenza della passione, della volontà di costruzione. I soli, gli astri e tutti gli altri simboli ora dei cieli ora delle stesse arie di casa non fanno altro che organizzare la piccola scena, in parte intravista in parte solamente desiderata, nella quale non aspettavamo nessuno, eravamo giovani e tutte le quinte della giornata, specialmente quelle della sera, si presentavano all'insaputa della nostra carica di vivere  e andavano a posizionarsi ora sui cigli immaginari e lontani della nostra vita ora sulle ciglie vicine dei nostri stessi sguardi, a fare un pò da limite e un pò da infinito per tutto ciò che avremmo voluto e non abbiamo preso.
Salvatore Fazia




Per comunicare con Salvatore Messina
Studio: Via delle Corti, 17 - 36078 Valdagno (Vicenza)
Tel. 0445/409171

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