GUTTA CAVAT
(Gia' L'angolo di Remil)
SALVATORE
MESSINA
Per entrare nella pagina cliccare sulla prima immagine - Click on the 1st pic to get in
![]()
...............
...........
...........
Salvatore Messina si dedica alla pittura con
grande passione trovando in essa un congeniale mezzo di espressione. Coltivata
dapprima come esigenza per manifestare un mondo interiore ricco di emozioni
e di stimoli, la pittura ha finito per diventare anche occasione per una
presa di coscienza disciplinare: si capisce perciò come abbia subìto,
nel corso degli anni, un'evoluzione di forme
e di gusto oltre che un rinnovamento di contenuti e di temi. Intesa non
come fatto fine a sè stesso o che riceve interesse rigidamente
analitico, la pittura é praticata senza cerebralismi, mostrando
l'autore ciò che il suo animo coglie per istintiva adesione, ciò
che il suo occhio ricompone di una frammentaria realtà.
Messina consegna al pubblico un'opera che
partecipa un fenomeno naturale o una condizione dell'essere,
facendo sentire viva la sua voce di artista,
che opera dando nella possibilità di un dialogo, un messaggio
che non sia sterile. La pittura esercitata
come riflessione sul mezzo artistico spiega la svolta che Messina
ha avuto, passando da un genere rappresentativo
della realtà, legato ad una figurazione di elementi ancora
oggettivi, a quello in cui la realtà
viene evidenziata nelle sue componenti essenziali: spazio, luce, colore.
A questo approdo é giunto per fase
intermedia, caratterizzata da un fare informale, dal gusto per una materia
decomposta e deflagrata. C' è stata, dunque, un'evoluzione, un passaggio
graduale, e ciò ha consentito quel perfezionamento del mezzo espressivo,
presupposto indispensabile per l'opera recente che tende a delicate trasparenze
di colori. Messina, però, non intende arrivare mediante l'esercizio
degli elementi primari della pittura ai risultati di un procedimento programmato.
Egli non progetta a tavolino il suo lavoro. Traduce spontaneamente un'esigenza
di ordine, una tensione verso l'infinito. Risolve così l'impossibilità,
che é della vita quotidiana, di superare il contingente, cioé
il mondo che delude e non appaga il desiderio di armonia
e di quiete, che soffoca l'ansia di libertà
dell'uomo.
Giuliano Menato
PAGINA DUE - PAGE TWO
Per entrare nella pagina cliccare sulla prima
immagine - Click on the 1st pic to get in
![]()
...........
..........
........
"Un tempo, se ricordo bene, la mia vita era un festino
in cui tutti i cuori si aprirono, tutti i vini scorrevano.
Una sera,
ho fatto sedere la bellezza sulle mie ginocchia.
E l'ho trovata amara. E l'ho insultata.
(Arthur Rimbaud)
Dove si trovano queste piccole estetiche che
nascondono particolari vibrazione su gamme cromatiche depositate in certi
frangenti della riflessione elegante e disperata, festosa e tradita ? Ci
sono state epoche della nostra vita in cui ha preso potere su di noi l'emergenza
triste e decorativa di improvvise cadute dell'umore. Queste lastre finte
fino alla trasparenza, queste pitture vetrose venate di veleni bluastri,
queste plastiche chimicamente interessate alle
atmosfere della notte o alle ore nere della
solitudine, hanno tutti i segreti che hanno reso dubbiosi spesso i nostri
sensi quotidiani, di cui hanno puntualmente rovinato sia l'ingenuità
sia la controversa vertenza della passione, della volontà di costruzione.
I soli, gli astri e tutti gli altri simboli ora dei cieli ora delle stesse
arie di casa non fanno altro che organizzare la piccola scena, in parte
intravista in parte solamente desiderata, nella quale non aspettavamo nessuno,
eravamo giovani e tutte le quinte della giornata, specialmente quelle della
sera, si presentavano all'insaputa della nostra carica di vivere
e andavano a posizionarsi ora sui cigli immaginari e lontani della nostra
vita ora sulle ciglie vicine dei nostri stessi sguardi, a fare un pò
da limite e un pò da infinito per tutto ciò che avremmo voluto
e non abbiamo preso.
Salvatore Fazia