Prose poetiche - Remil

Una mia fotografia elaborata
elettronicamente
L'AMORE..........................................................
Quando la città e' buona
nascono sovente pagine d'amore
che riempiono l'aria
di misteriosa armonia.
Amarezza e gioia, talvolta,
nello stesso tempo.
UP
LA MORTE DEL SOLE
Vedi, la morte del sole.
Molti chiamano tramonto la sua
fine.
Sara’ notte poi,
nessuno l'aspettava.
Com’e’ strano tutto questo
e com’e’ triste!
Se il momento piu’ bello
precede la fine delle cose
al tramonto, amore,
forse ci accorgeremo di amare.
Tu non sei più.
Io non sono più.
Sospesi nell'aria.
Stringimi adesso
siamo vicini all'amore
e il nostro corpo
e’ solo una nota d'arpa
liberata nel vento.
Un giorno ti portero’ con me
a conoscere le acque buone e
sapienti
dell'amore felice.
Anche le terre aride del silenzio
dove abbiamo costruito la nostra
casa
troveranno le parole
che non sono state mai dette
nel lungo gioco delle assenze.
Vedrai amore
un giorno verrai con me
fino a conoscere
la luce bianca dell'infinito.
E’ sereno.
Anche l'ultima lacrima
raccoglie l'azzurro del giorno
dei fiori il sole giallo
e del vento
l'ultimo tormento dei capelli
che muovono verso l'addio.
Armonia di colori
di moti
di parole
e nulla sposta il sereno
che resta assiso all'orizzonte
di questo giorno perduto.
Binario 21 di una stazione.
Binario gelido, invernale.
C'e' un treno in arrivo
e tanto amore che attende.
C’e’ un’arancia tra le mani
e tanto freddo.
E le mani sbucciano l'arancia,
piano,
come una carezza sulla pelle.
Binario 21,
il treno e'arrivato.
Pochi minuti di ritardo,
secoli per chi attende
con l'amore tra le mani
ed un mucchietto di bucce d'arancia
per terra.
Poi tanta gente che corre, che
chiama.
C’e’ chi si perde e poi si ritrova.
Dopo piu’ nulla,
solo il silenzio
e l'inverno.
E’ passato molto tempo,
pochi istanti
per chi non ha trovato nessuno,
e l'uomo s'allontana
con il sapore d'una arancia
in bocca
e l'amaro nella gola.
Quando tornerai a vedere
il posto dell'amore
e sentirai ancora la mia voce
cantare,
vorra’ dire che tutto
e’ rimasto come prima.
E se piangerai
vedrai brillare ancora una volta
il posto dell'amore
nelle mie pupille.
Girata di spalle non so se sei
tu.
Comunque ti guardo
e i capelli sono lunghi.
Non so se sei tu,
sei girata di spalle.
Non vedo il tuo viso
solo la tua schiena i tuoi fianchi
e la tua giacca color senape.
Il sedere e’ piccolo
come il tuo
e lo guardo a lungo.
Potresti anche essere tu
ma girata di spalle
non ne sono sicuro.
Le gambe sono magre
con un leggero ingrossamento
alle cosce
e debbo dire a questo punto
che girata di spalle
potrei non avere dubbi,
sei tu!
Ma che importa
io ora vengo a vederti.
Se il viso sara’ il tuo, bene,
se no
anche se in modo distratto e
distaccato
ti avro’ di nuovo nella mia
mente
per tutta la durata del giorno.
Eccoli i nostri vent' anni.
Lasciamoli li'.
ora riposano.
Non toccarli.
sediamoci qui
ed aspettiamo che si sveglino.
Non temere,
torneranno.
Poi ci accorgeremo
quanto siamo stati felici.
Se lui sapesse di cosa hai bisogno
dopo l'amore!
Come, com'e’ riuscito ad averti?
Il sonno ti lascia il sapore
del digiuno
e cosa poteva saperne lui!
Non poteva conoscere
come sei fatta,
da quale cielo
cogliere le stelle per i tuoi
sogni,
da quale mare
le perle per la tua pelle.
Come, come ha potuto amarti
lui
che dell'amore
conosce solo i contorni
e la fine.
QUANDO DORME TUA MADRE
Quando dorme tua madre
qualcosa ti dice di far piano,
di non urtare l'aria.
E t'avvicini e la miri
con una bontà quasi sconosciuta.
Il tuo cuore adulto
si emoziona ancora
quasi un amore nuovo
t'investisse d'improvviso
per quella vecchietta tutta
accoccolata
con un respiro che fa tenerezza.
E’ tua madre da sempre,
e’ l’unica donna
che t'ha sempre dato,
nulla t'ha mai chiesto,
e non t'ha mai tradito.
Come vorresti trovarti bambino,
non foss'altro
per vederle tornare
la primavera in viso.
Quando dorme tua madre
non ti ricordi più
d'essere lo stesso uomo
che solo pochi istanti prima
mentre tornavi a casa
con lo strazio d'un altro giorno
andato
avevi maledetto Dio,
la vita,
e il giorno d'esser nato.
C'e una casa al quartiere dei
paggi.
Dicono che la notte
gabbiani d'idee
vengono a trovare qui
i resti degli amori che muoiono.
Due file di case,
una striscia di catrame,
tre grattacieli,
una piazza:
il quartiere dei paggi
buono e crudele
s'apre agli occhi miei stasera
mentre solo come un cane
sono venuto a cercarti.
Ecco il mio gabbiano
che volteggia nell'aria:
lo riconosco
lo chiamo
lo guardo sparire
mentre il quartiere dei paggi
resta accecato da una luna
che soleggia nel cielo
dipinto di lacrime
luminose come stelle!
Quando l'amore se ne va
ci si alza in piedi
e ci si toglie il cappello.
La piega d'un sorriso
e le vene gonfie alle tempie,
poi con le mani
ci si raccoglie il viso
e si piange.
Vieni,
mi hanno detto
che i nostri giorni piu’ belli
sono venuti a trovarci.
Non portare nulla con te.
le cose tristi lasciale in città.
Prendi un taxi, vieni,
ti attendero’ a cuore aperto.
Ho con me una fiaccola,
una piccola pagina d'amore
e frutta di stagione:
quanto basta per stare insieme.
I nostri giorni piu’ belli
non moriranno mai.
Lo capirai quando alzero’ la
fiaccola
e sara’ luce intorno a noi.
Sazieremo la fame
con frutta fresca e buona
e mentre scrivero’
una piccola pagina d'amore
vedrai i nostri giorni piu’
belli
fieri e vivi nel loro ricordo.
Ci seguiranno sempre
nel nostro cammino
e punteremo l'indice
della mano destra su loro
ogni qualvolta ne avremo bisogno
perche’ li abbiamo vissuti
accanto alla nostra giovinezza
cosi' misteriosamente breve
eppur meravigliosa e grande!
Sapere di vivere
l'ultima notte insieme
e’ come morire all'alba
conoscendone l'ora.
I resti dell'ultima notte
appartengono al buio
e descriverli sarebbe pazzia.
Non rimane nessun ricordo
tranne l'ultimo fotogramma degli
occhi
perennemente impresso nel cervello
come un fulmine
dopo aver spento la luce.
E troverai nel vento
il suo respiro
che ti segue
che abbraccia le circonferenze
del tuo mondo irreale
dove vivi e lo incontri.
Ama
e lo troverai accanto ai tuoi
passi
dietro la tua ombra
vicino ad ogni amante che sara’
tuo.
Chiamalo
e sara’ dove l'aria che lo contiene
colmi il tuo stesso respiro
del suo bene
del suo corpo
d'ogni suo istante d'attesa
d'ogni silenzio e d'ogni tormento.
Lo troverai sempre
anche nella pioggia,
quando piangi,
e tra lacrime e pioggia
vivrete il vostro inverno
fatto di tempo che passa
che uccide le belle stagioni
ma che non vi abbandona
per ricordarvi la pazzia
d'un abbraccio senza respiro
terminato prima ancora
d'aprire bocca.
UP