LA NOSTRA CITTA' VIOLENTA ©(1986)

Prose poetiche - Remil






LA NOSTRA CITTA' VIOLENTA..................................................
                                                                                                       PARTE II

1)L'ILLUSIONE - Intro
2) MI SONO IMMERSO DI CIELO
3) GIUSEPPINA
4) L'IMMAGINE RIFLESSA
5) GIRANDOLA UMANA
6) LA MIA ALLEGRIA
7) INCONTRO NOTTURNO
8) SOLITUDINE
9) DA QUALCHE PARTE
10) IL MIO SORRISO
11) L'AMANTE DEL PARADISO
PARTE I  - L'AMORE PARTE III
LA RIBELLIONE
PARTE IV
LA STANCHEZZA
PARTE V
LA VIOLENZA




L’ILLUSIONE ..............................................................................

Quando la citta’ delude

spesso ci abbandona al sogno

e la speranza sostituisce l’amore

e la vita non e’

che continua illusione.


UP


MI SONO IMMERSO DI CIELO

Mi sono immerso di cielo
e coperto di nubi.
Ho piovuto lacrime di mare
salate come il vento
che le asciugava sul volto
e portava via il resto della pioggia
bagnando la terra di cui son fatto.
E da questa terra
e’ nato il fiore dell'amore
e mi sono abbracciato
cercando la vita di un sole caldo
e l'ho trovato nel colore di un'ape
corsa a baciare il fiore.
Il suo sapore
era il miele dei miei sogni
e mi sono nutrito del suo nettare
fino a quando la notte della luna
m'ha piegato gli occhi.


GIUSEPPINA

Un uomo percorre in macchina
tutta la città.
E’ solo.
E’ morto.
Una prostituta, un caffè e qualcos'altro.
Giuseppina, mio Dio,
perché?
Chi sarà?
Un ladro? Un terrorista? Un assassino?
Un uomo forse
o comunque qualcuno che fugge.
E dove va?
Forse mettera' una bomba.
Ma dove?
Al Palazzo di Giustizia o sotto casa sua?
Forse sotto casa mia.
E allora andro’ a dormire per strada.
Ma tu Giuseppina dove sei?
Ti vedo accanto a me
e non importa
se sei un'illusione
perché il tuo cuore e’ grande
le tue mani sono grandi
il tuo respiro, il tuo mondo e’ grande,
ma quell'uomo che corre in macchina
non ti conosce.

Giuseppina, va’ da lui.
Digli che non andrai mai via
che gli resterai sempre accanto
e talvolta
renderai buona questa città
perché tu sei buona
come lo sguardo d'un pastore
oltre la collina.


L'IMMAGINE RIFLESSA

Vieni.
Laviamoci le mani in questo ruscello
e poi il viso.
Amore, la mia immagine riflessa
non e’ che pura illusione
come la tua immagine.
Noi non siamo la'
siamo veri,
a sera non vedrai piu’ nulla.
Eppure il ruscello e' ancora li'
non s’e’ spostato
e noi ci amiamo
e l'illusione finalmente vinta
s'affoga nel ruscello
e noi non siamo più
un'immagine riflessa.


GIRANDOLA UMANA

Intorno a te,
intorno a me,
c’e’ sempre qualcuno che vince
e qualcuno che perde.
Ce’ una differenza pero':
chi perde ( se perde bene )
sa di perdere
e spera di vincere un giorno,
e vive.
Chi vince
e crede di vincere per sempre,
se poi perde, ( perche’ perdera’ )
non vive più!


LA MIA ALLEGRIA

La mia allegria nasce qui
e non importa se qui
e’ solo un ricordo ancora tepido
come un tramonto d'autunno
o forse e’ la mano calda dei sogni
che passa
e non riposa mai!


INCONTRO NOTTURNO

Siede un ricordo
accanto alla tua bocca
e s'assopisce come un bimbo
mentre raccolgo un'ultima illusione
nel bacio di due sconosciuti
e me la porto a casa
serrata nelle mie mani
come una perla.


SOLITUDINE

Se nessuno ascolta,
nessuno ha parlato.
Se nessuno ha visto,
nessuno s’e’ mosso.
Eppure io ho sentito
qualcuno parlare e poi tacere.
Ho visto
qualcuno spostarsi e poi sparire
E’ forse il gioco d'ombre dell'anima
o forse e’ soltanto la solitudine
unica eterna compagna
che non t'abbandona mai.


DA QUALCHE PARTE

Eppure qualcosa c'e' da qualche parte.
Forse in fondo alla via
o in fondo al cuore,
nel fondo d'un bicchiere colmo di vino
o in fondo al culo d'una donna
che ti dona l'anima
e tu sei straniero in terra e in cielo
dove in fondo Dio
dovra’ pur esserci
da qualche parte.
E da qualche parte voglio abbandonarmi
lasciando che il vento mi consumi
e mi trascini via
e che per caso
trovi qualcosa che conosco
o qualcuno che mi riconosca
e questo e'importante:
dovro' pur aver vissuto
da qualche parte.


IL MIO SORRISO

Buonasera!
Ridatemi il mio sorriso.
No, sedete, per carita'
Non guardatemi cosi'.
Il mio sorriso
vale piu' d'ogni cosa al mondo.
Vale piu' della mia vita
e delle stesse vostre vite:
e' il mio sorriso
che per troppo tempo
avete soffocato.
Lei signore,
non guardi dietro!
Lei con quell'orribile
terrificante
cravatta bianca,
bianca come una rondine,
una di quelle rondini bianche
come il mio sorriso.
L'ha forse visto passare?
Ci si e’ seduto sopra scommetto!
E allora sollevi il suo sedere tondo
da comoda poltrona
e me lo renda.
Io senza il mio sorriso
non vivo.
Non mi piace giocare con voi,
non amo barare.
Io voglio solo quello che era mio
e che voi avete rubato
calpestato e deriso.
Poco fa
mentre lo cercavo tra i miei ricordi
non l'ho piu' trovato
e come uomo
ho perso la speranza
che l'ineluttabilita'del tempo
l'avrebbe reso perfetto.
Lei, perche' ride gentile signora
cosi’ elegante e cosi’ garbatamente falsa.
Non confonda
come le e’ solito confondere
la sua mediocre risata
con il mio sorriso.
Il sorriso mia signora per bene
e' ben altra cosa,
e’ qualcosa di piu',
qualcosa che lei non conosce
e non ha mai conosciuto.
Il sorriso
e' come una cenerentola
con il suo abito lacero.
Bisogna cercarlo dentro
anche se coperto da miseria e polvere.
Vede, anch'io adesso rido,
perche' si e'offesa
in modo borghese e raffinato
ma non sorrido,
non potrei.
Lei come gli altri,
come tutti del resto,
e' troppo presa dal suo tempo
che non sa come passare,
come farlo finire
perche' il tempo del rancore e dell'invidia
e' lungo e interminabile
come un secondo di vita vissuto male.
Io invece sono qui
come uomo di questo tempo
e rimango qui
con la voglia di esserci,
anche spogliato come un verme,
come uomo che subisce
ogni giorno il vostro sorriso
di vellutato cinismo
e quel che resta
e' solo un pallido biancore
e un'ombra inquieta.
E' in fondo
il sorriso della morte
l'unico senso del niente
l'unico aspetto
del nulla
che e' la polvere
di cui siam fatti.
Non disturbatevi ora vado via.
Non alzatevi vado via.
So andare via da solo
io
e scusatemi
sono capitato qui per sbaglio.
Credevo d'aver visto muoversi tra voi
il ricordo del suo viso
ed ero venuto
a riprendermi per sempre
il mio sorriso.


L'AMANTE DEL PARADISO

Lui e' un uomo che non ha niente.
ha perduto tutto una sera,
stupidamente,
bussando alla porta dei sogni.
Per lungo tempo,
per anni forse
ha atteso qualcuno che aprisse.
Intanto molte cose
accadevano intorno a lui
e poco spazio
gli restava per vivere.
E'un uomo
che non ha piu' un ricordo
perche' il tempo che manca
per raggiungerlo
va sempre piu' in fretta
e dicono
che tra non molto
nelle nostre città
non ci sara’ piu’ posto
per nessun ricordo.
Lui e' un uomo
che odia tutto questo
ma non ha niente
per darne un prezzo,
per questo ogni sera
attende l'amante del paradiso.
Mentre dorme,
gli scende accanto,
gli accarezza il viso
la pelle
i capelli
e lo conduce
nel suo letto di stelle
e l'amore con lei
si confonde con le note del suo canto
sino al mattino della primavera.



UP