Prose poetiche - Remil
Quando la citta' e' amara
dimentichi tutto, anche l'amore
e la voglia di andarsene diventa
l'unico credo di una ribellione
senza speranza
UP
Dove vai Pietro?
La' non c'e' posto per nessuno.
Dove corri ora?
E’ tutto pieno
come un vagone di seconda classe.
In periferia i borgatari annoiano
con le loro penose avventure.
Lascia stare, che serve andare?
I benpensanti annoiano ancora
di piu'
sui loro trampoli di soldi raffinati
e basta inciampino un istante
per vederli coperti di merda.
Pietro
per te forse non c'e'posto
su questa terra
ma non morire,
aspetta!
Se quelli come te muoiono
dimmi
chi resta a cantare la pazzia
acuta
che vive il nostro tempo?
Un giorno in piu' da vivere
cosa e' per te?
Non sfida l'eternita'
un'ora su questa terra malandata
e franosa.
Le ore s'annoiano
e la solitudine spesso scende
accanto agli uomini
che non sanno morire insieme
agli altri.
Amore,
sei sola stasera!
Io sono tornato sul terreno
dei ricordi
dove tu vuoi entrare
troppo intenta a conservare
profumo ai tuoi fiori.
Io i fiori, li guardo
li mordo
li stringo
e poco resta di loro dopo.
Per me un giorno in meno
e' come sentirmi vivo,
padrone di spendere
tutto quanto nelle tasche resta
del mio tempo.
Il tempo passa
il tempo cancella
ma non ferma
non distrugge
e resta sempre
il doloroso strascico d'una
regina
delusa d'essere rimasta vergine
in una notte d'amore.
Il tempo trascina
il tempo guarisce
ma non trattiene
e un re getta la sua corona
per andare a vedere
quanto vale questa terra
senza amore e senza trono.
Serenata d'un giovane diverso
ad un Dio maldisposto
ma tenaci le note s'alzano
e indispettiscono il tempo.
Piove!
" Io sono tuo figlio, dunque,
dammi il mio compagno! "
A sera un giovane gay
cerca il suo binario per morire.
Dicono cantasse a mezza voce
sulle rotaie d'una linea cittadina
una nenia spenta e disperata
senza nessun colore.
Vento forte di Febbraio
portami via.
Fammi vedere dall'alto
come appare questa terra
poi abbandonami
dove la musica stordisca le
orecchie
e il bacio d'una femmina
mi consumi il corpo e la mente
e la morte sia un sogno
il cui incubo sia la vita.
Lui e’ Gesu’ Cristo.
Si sente Gesu’ Cristo.
Ma e' anche San Tommaso talvolta
o un altro santo.
E’ molto forte e anche molto
debole.
Dicono fosse un grand'uomo
prima di conoscerti,
prima che tu lo amassi,
prima che lui ti amasse
insomma prima che vi uccideste,
Ora lo prende nel culo
tutti i giorni
poi racconta che e’ sceso dal
cielo
per prevenire l'amore tra gli
uomini.
Talvolta si sente Giuda
ed allora si sfregia il viso.
Poi ci ricorda di fare come
lui
che tanto ha amato Gesu' da
tradirLo.
Adesso lo hanno rinchiuso.
Sono andato a trovarlo
e gli ho parlato di te
a lungo
fino a stancarmi.
Lui mi ha guardato
e mi ha detto: " Dimenticala
".
Poi
tra uno sguardo
e una smorfia
ha benedetto il mio amore!
Soldato.
L'inverno.
Il cappotto.
il cappotto pesante,
il freddo che toglie il respiro,
questo maledetto freddo
che gela le orecchie
il naso
l'aria
il pensiero
Soldato lontano
sperduto
piccolo
sua madre
il suo amico
il nemico
la guerra
la guerra del cazzo
una guerra di cui non gliene
frega niente.
La neve
la paura
il sudore della paura
la paura di finire su di un
libro di storia
come un numero
o essere ricordato da un altare
di patria.
Soldato in guerra
vero
umano
eroe
disertore
vigliacco
con tutti i ricordi
con l'ansia di restare vivo
mentre il nemico e' la'
e tuona come un ossesso!
Lui, il sognatore!
Non vi venga in mente di seguirlo.
Lui va dove vuole
e non verrebbe mai con voi.
E' un uomo serio lui
e quando parla ci pensa
e non tira ad indovinare.
I suoi sogni sono belli.
sono sogni di sognatore!
Sogni che tu cittadino metropolitano
non farai mai.
Il sognatore, quando e' buono,
e’ buono sul serio
e se vuole bruciare il tuo castello
di carta
lo fa
senza pensarci due volte
perche’ lui non gioca
e quando soffre, soffre davvero.
Talvolta si sente male a sentire
discorsi di giustizia sociale,
di morale comune
e gli viene da vomitare
dove gli capita
perche’ il sognatore
non si vergogna di vomitare
per terra
o nella tua sagrestia
cioe' nel tuo mondo
tenuto come una sagrestia.
Lui conosce solo
il sapore asprigno della morte
e quando si gioca la vita
lo fa senza tremare,
con i pugni chiusi
e senza rimpianto!
Cosi' e piu’ forte,
non importa dove
anche qui
sul selciato umido della strada.
Non fermarti
anche se ormai
non seguo piu' i tuoi movimenti
perche' il pensiero mio
s'invola al di la' delle tue
cosce arrossate
e del tuo ventre
che spingi con tenacia contro
il mio.
Piu’ forte mia dolce puttana
cosa importa se il mondo va
indietro.
Puo’ forse il tuo corpo arginare
l'onda impetuosa dell'egoismo?
Posso io esser leva
di giustizia umana
preda di iene e cagne in calore?
Possiamo io e te stasera
uccidere il dio cattivo
e fermare l'istante del tempo
buono
negli occhi d'un fanciullo?
Forse un pittore poco attento
sta invano dipingendo
questo giorno impossibile
e gia' abbandona la sua tela
per andare a vedere questa città
ingiusta e bugiarda.
Ma io stasera
voglio fermarmi sul tuo corpo
per ubriacarmi di stanchezza
e dimenticare,
dimenticarti,
dimenticarmi,
Un lungo viaggio
alla ricerca della cosa importante.
La lotta.
La lotta per la lotta.
La paura.
La paura della lotta.
L'inutilita'.
Il terrore dell'inutilita' della
lotta.
Un triste ritorno
per ritrovare la cosa meno importante.
Il tempo.
Il tempo che manca.
La paura di non fare in tempo.
La cosa meno importante
acquista ora i valori della
vita.
E' importante!
E' piu' importante di tutto.
Di nuovo la lotta ora
per morire
senza la disperazione nell'anima.
Dimmi se ami come me
il colore della notte,
il sapore pungente della notte
quando i suonatori di banda
di provincia dormono.
Dimmi se hai voglia
di essere amata
immersi nel colore della notte,
se ami i miei baci sul tuo corpo
mentre gli abiti falsi del giorno
riposano
perche' la notte
non ha bisogno di miti.
Dimmi se il sapore della notte
soddisfa la tua fame e la tua
sete
come a me
l'anima e la mente.
Dimmi se domani
saprai rifiutare il sole dei
sapienti
ed allontanare i profondi conoscitori
dell'animo umano
e che non sentirai piu' freddo
perche' io
e solo io
sapro' scaldarti
col calore della notte.
Chi sei?
Ti cerco, ti aspetto, ti vedo.
Chi sei?
Non certo Elena, ne' Francesca.
Chi sei?
Eppure sei li' che mi aspetti
mi cerchi, mi vedi.
Sali in macchina.
Chi sei?
Giovane, troppo giovane e bella.
Chi sei?
Hai la pelle rosea,
lo sguardo orribilmente dolce.
Mi aspetti
ed io sbatto violentemente
la testa sul volante
senza avere la forza di parlare.
Sempre la stessa storia.
Non cambia mai.
Io, un'altra o l'altra.
Tu, un altro o l'altro.
Un paio di parole
un bacio
sguardi e solitudine
i corpi nudi
l'amore come rivincita
su di un mondo cattivo e testardo
la fine
e poi la maledetta voglia di
andarsene!
E' bello pensare
che domani potrei lasciare tutto
e andarmene via
Ma ora sono qui
e mi voglio vestire,
tagliare la barba,
lavarmi i capelli e la pelle.
Voglio circondarmi di pianeti
felici.
Nelle tasche della giacca
mettero' un paio di tramonti,
un po' di mare italiano,
qualche attimo di sole
e tracce di vento.
Non dovra' mancare il vino
ne' uno spicchio d'insalata
di riso.
E' bello pensare
che domani potrei non esserci
ma stasera sono vivo
e voglio essere felice.
Voglio uscire con un cappello
tra le mani
per metterci il rispetto dei
sentimenti
il muso di un cagnolino,
le mie sigarette,
una canzone di Brel
ed un momento dei tuoi capelli.
Non potra' mancare
qualche istante d'amore
ed un poco di birra gelata.
Andro' in cerca d' una panchina
mi siedero'
con le mani in tasca
ed il cappello in testa
e mi mettero' a ridere
e a cantare
guardando il cielo a lungo.
Nessuno come me stasera
puo' guardare il cielo a lungo.
Guardare il cielo a lungo e'
difficile
quando si cerca Dio
od un perche',
uno qualsiasi.
E' bello pensare
che domani potrei essere
in un mondo senza piu' tempo
e che stasera potrei vivere
l'ultimo giorno di festa.
UP