Poesia su Internet

Il bacio della musa ( FRILLIE' - 1857 )


La poesia è sempre un momento d'amore, un richiamo, un sogno.


GUTTA CAVAT® non pubblica poesie che abbiano contenuto pornografico, razzista o chiaramente offensivo contro
qualsivoglia credo: sociale, politico, religioso o di altro genere. E' necessario dichiarare la paternita' dell'opera inviata via email che restera' nell'archivio del sito e potra' essere esibita in caso ne sorga la necessita'.
Grazie della collaborazione. ®


 
 

Sorry, your browser doesn't support Java.
© Gutta Cavat -  Fotografia elaborata elettronicamente ( Maratea )

This site is Anfy Java Enhanced




Daniela Durante
Lettera all'amore perduto -  Luna - Voglio l'estate

Foto - Altre Poesie - 



Daniela Lampasona
A me terra - Minatori - Etna -


Francesca Battaglia
Se - Cielo - Io e te -

Foto - Note biografiche -Altre poesie



Franco Santamaria
Con noi il vento - Andiamo lungo un fiume - Nuovi obiettivi di guerra -

Foto - Note biografiche - 



Furio Garzaro
Campi lontani - Nuvola - Tormenti -

Note biografiche - 



Manuel N.
A mia sorella Raffaella -


Mara Bufalieri
Il silenzio -


Marco Saya
Perche' mai - Tra - Voglia di te -

Foto - Note biografiche - Altre poesie



Marisa Cordioli
Chi mai? - Dedicato a te amico sconosciuto -  Essenza

- Altre poesie



Nadina Spaggiari Ascari
Ascolta il soffio  - In questa notte eterna - Dimmi perche'  -

Foto - Altre poesie



Patrizia Bossoni
Pagina al rogo - Saudade - Tempo -

Note biografiche - 



Reno Bromuro
Indifferenza - Se me ne vado - Odore buono -

Foto -Poesia autografa - Altre poesie



Salvatore Messina
Dove risiede - Tristezza - E tutto tace
Foto - Note biografiche -Altre poesie -

Vittorio
Solo - Rimembranza -


DANIELA DURANTE






Lettera all’amore perduto
 

Azzurro e cupo il tuo sguardo
come un immenso mare profondo,
fili d’oro i tuoi biondi capelli,
ma questo è un ricordo lontano
di quando parole d’amore mi sussurravi
piano
e mi sorridevi con i tuoi denti bianchi.
Fu così per un anno intero
perché poi te ne andasti
non so dove ma di certo molto lontano.
Io rimasi ad aspettare il ritorno
dell’amore
e finalmente tornasti,ma non avevi più
un cuore,
infatti eri duro e spietato ed io in silenzio
rimpiangevo il tempo perduto.
Poi finalmente te ne sei andato
perché un’altra trovasti ed anche a lei
Tu sussurrasti le dolci parole,
ed io compresi che tu con i tuoi occhi
azzurri
non sapevi amare.

Daniela Durante - 1979


                        Luna
 

Magica luna,luce sincera,
prometti la gioia più vera,
prometti e mantieni,
con raggi chiari e puri bagliori.
Donasti la vita a foglie e fiori
che ora dormono lungo i sentieri.
Dona ora a me la gioia
nel cuore
o l’eterno riposo
sotto un prato fiorito.
La tua fredda luce,di pallido colore
mi dia la gioia di un nuovo amore,
che la felicità sia eterna
per tua virtù o magica lanterna,
chi ti guarda resta incantato,
sei una meraviglia del creato
e i tuoi dolci spilli segnino il cammino
al marinaio,all’astronomo
ed al mio cuore piccino.

Daniela Durante - 1981-



 

Voglio l’estate

Solitudine, noia, tristezza,
sorelle,compagne
di questa vita senza senso
di questo dolore,
andate via!lontano!
richiudetevi in un cassetto.
Pianto che pigro stai dentro
al mio cuore,
esci piano dagli occhi
che attendono le lacrime.
Gioia prendi posto nel mio cuore
mi hai forse dimenticato?
Fai sorridere le mie labbra
e lascia della tristezza un ricordo sfuocato.
Amore corri lontano e portami una vita nuova
non farmi chiudere nel dolore
ma fammi amare chi attende una mia parola.
Voglio avere la mia felicità
e non voglio l’inverno nel cuore,
ma l’estate, quell’estate che mi è cara.

Daniela Durante



 
 

UP



 
 

DANIELA LAMPASONA

A ME TERRA

Terra di picciotti e mannarini
Ricurdata solo pà mafia
e mai pì na sturia d'ammuri.
Terra unni si lotta
ca testa susuta
e si travagghia
ancora ricurvi e schiavi.
Terra comu tante, ma...
E' chissa a terra mia
unni c'è sempre u' suli.

Daniela Lampasona


I MINATORI
 
 

Assettati papà,
che ti racconto un po’ di cose antiche.
Quando dietro ai vetri
picciriddu, sentivo lu canto straziante di li minatori.
Con la carriola di zolfo ancora intra l’occhi
iddi, si trascinavano stanchi e lenti, lenti.

La luna era alta nel cielo
e io, facevo fatica ad addormentarmi,
allora mi cullavo con quelle nenie
che sapevano di lavoro amaro,
disperazione, angosce.
Eppur dentro quel canto
c’era amore.
L’amore dell’attesa del ritorno,
d’un piatto caldo e forse di un sorriso.

Daniela Lampasona



 

ETNA
 

Vi la via dittu io
ca un’avi solu fumu
ca lu ventu manna
di cà e a da banna.
Quannu l’animo c’abbrucia,
caminannu unneghiè
porta lu cori da terra sua:
Etna è u so nomi.
Vulcano addumato
ca ardi dintra e fora.
Accura quannu
yes" pare astutato!
 

Ve lo avevo detto io
che non è solo fumo
che il vento manda
di qua e di la.
Quando l’anima gli brucia,
camminando in ogni dove
porta il cuore della sua terra:
Etna è il suo nome.
Vulcano acceso
che arde dentro e fuori
Attenzione quando sembra spento

Daniela Lampasona


UP


 
 
 

FRANCESCA BATTAGLIA

SE

Se per un giorno ho potuto amarti
non ho vissuto invano.
Ho riempito di te
ogni millesimo di secondo
che attraversa il mio cuore.
Ho guardato la tua ombra
abbracciandola dietro un sole complice
fino all'inabissarsi dei suoi raggi
in una stella cadente
che ha trafitto l'essere mio.
Ho colmato quel vuoto opprimente
che sovrasta i miei giorni.

Ti ho amato solo per un giorno
come si ama per sempre
e non ho vissuto invano.

Francesca Battaglia


CIELO

Vorrei esser cielo
coi colori dell'alba vestirmi,
del caldo sole scaldarmi,
di rosso al tramonto colorarmi,
in notte di stelle poi trasformarmi.

Vorrei esser cielo
dimenticare di esser stato
un tempo un uomo.
Col vento come respiro,
brezza lieve
che avvolge la terra
come una carezza.

Esser cielo
senza memorie,
nè rimpianti,
nè speranze,
nè abbandoni;
guardare la notte
che si fa strada
da dietro le colline:
Poter chiudere gli occhi
ancora avidi di cielo.

Francesca Battaglia
9/05/2001



 

IO E TE

Non dire niente
non servono parole tra di noi
nè gesti stentati rubati al tempo.
Tra stalattiti ascolto i tuoi silenzi
gocce sciolte nel buio riflesso
da spine di ghiaccio
che penetrano il mio cuore.

La vita mi sfida
in due mondi non condivisi
a disperdere nel vento
i nostri sogni
le nostre lacrime
le nostre speranze.

Francesca Battaglia


UP

 
 
 

FRANCO SANTAMARIA

(da “Echi ad incastro”, poesie inedite)
FRANCO SANTAMARIA

Con noi il vento

Nasce con noi il vento
nelle capanne delle foglie secche
sugli stagni,
nei ruderi della cenere
spenta
dai brividi dei vecchi e delle vedove,
sulle strade dei cenci e delle elemosine contate.

Nasce con noi il vento
nei cumuli dei saperi infetti e distanti,
nei funghi di petrolio
e sui rami dalle croci di ghiaccio.

In torri scarlatte,
a bocca di ingorda emovora
allinea la sua forza metallica a spingere macigni
sull'alba dei cuccioli ancora ciechi,
a scavare larghe depressioni
nella mia anima
crocifissa e piangente
come gli olivi sulla via di Samaselle.

Vorrei ascoltare canti
di fiori giovani
alle carezze di ali prodigiose e trasparenti,
di ramarro che sonnecchia
nutrendosi di color verde
su radici, ubriaco di luce;
ascoltare il cuore triste del tempo
quando universi
necessariamente
interrompe e rimuove
da costruzioni metafisiche e pure libertà di voli.

Il vento è con noi;
con zoccoli di bestia selvaggia
martella ogni angolo
scovando,
con denti di cane scatenato morde e divora
granelli, piume, e le forme indifese
delle ombre che
insistentemente
chiedono alle porte di vivere.

E’ tutta un'armata che preme
di boati,
di motori e di cingoli, di catene che avvincono spenti prigionieri.

FRANCO SANTAMARIA



 

(da “Echi ad incastro”, poesie inedite)

Andiamo lungo un fiume

Andiamo lungo un fiume
di acque lunari,
di ombre a specchio
senza dimensione e sangue,
senza spiagge e sentieri di terra promessa.

Andiamo lungo un fiume
di braccia affondate,
di ruderi smarriti
senza ricordi e misteri di ansie sopite.

Andiamo lungo un fiume
in piena,
di argini tagliati,
di case sommerse,
di cadaveri naviganti su tronchi di mimose
alla deriva.

Andiamo lungo un fiume
cercando voci e canti
di un’alba finalmente tenera per folletti atterriti
lungo il nostro fiume
di barche e reti
morte.

Andiamo lungo un fiume
dove vecchio cadenza in code di aquiloni
annegati vascelli
e trattiene un po’ di luce
tra fili di giunco
depressi - per finire, poi,
completamente
lungo il nostro fiume
dai pontili in attesa.

FRANCO SANTAMARIA



 

Nuovi obiettivi di guerra

Questa notte così lunga,
il buio ha annerito le ali dei pipistrelli sanguinari,
ha spento ogni luce con soffi imperiosi,
ha risucchiato nel ventre misantropico e impuro
i colori dell’innocenza.
Ridursi foglio di carta contro le pareti,
granello di cemento tra le rovine agli ultimi
palpiti,
stringere come propria difesa una stretta catena
di paura e di sangue, tutt’insieme: invisibili
ultrasuoni proiettano fuoco sottratto
ai vulcani
con i denti della scienza di morte.
Non fa differenza
che in cerchio vorticoso schizzi a pezzi
un fiore, un albero, un’opera necessaria,
un neonato, un giovane, un vecchio centenario.
Non fa differenza
che esploda il sangue di tutti,
il solo che pulsa nelle vene dei monti e delle acque.
La morte ha abbandonato l’antico arnese
non si sa dove
per più abbondantemente mietere
senza fatica, senza distinzione,
senza più patteggiare un conveniente scambio,
con maggiore intelligenza di morte.
Nei tempi di messa a punto,
i mostri rapaci si beccano in carezza le ali,
si scambiano doni di alleanza e di fuoco.
E poi fuoco, fuoco!
fuoco che non sgorga dall’ansia della terra,
inaspettatamente inesorabilmente,
essi infuriano
sui comuni nemici innocenti:
neonato virgulto assetato di sole
albero generoso di forza e d’amore
farfalla che veste l’arcobaleno
sorgente sonora sui monti.
In un attimo
si abbatte il temuto, l'irreversibile
dolore dell’esperienza non più cancellabile,
non hai tempo di sottrarre te o parte di te,
sfracellata decapitata smembrata disarticolata
carne di cespugli e di fiori spinosi,
nella solitudine delle porte unte dai crociferi,
nel silenzio delle colonne profughe,
nella fragilità affollata delle chiese e degli edifici,
nel buio di questa notte
così interminabile, così lunga,
nell’unico segno nero dell’odio dei mostri.

(Franco Santamaria, da "A radici perdute")
_______________________________________________________________________________

UP

FURIO GARZARO
CAMPI LONTANI
 

Si alzava la polvere
al battere dei sandali.

Quanto correre
su quei campi lontani.

Furio Garzaro



NUVOLA
 

Una nuvola per volare
è uno strano modo
per viaggiare

ma è soffice e carezzevole
e ti fa risparmiare

non sporca
e non fa rumore

solo un po’
di solletico al cuore

non è difficile
da parcheggiare

basta lasciarla
nell’aria ad aspettare

e quando la vuoi liberare
basta chiamare il vento
e lasciarla volare.

Furio Garzaro



TORMENTO

Vorrei bere
 fino ad ubriacarmi
 cadere a terra
 e poi rialzarmi
 sentire il dolore
 attraversarmi
 urlare al vento
 con tutta la mia voce
 gridare a Dio
 “ dov’è la mia croce “
 e alla fine del tormento
 riprendere i sogni
 buttati al vento.

Furio Garzaro


UP

MANUEL N.
A MIA SORELLA RAFFAELLA
 

E' il tuo compleanno e il fato beffardo
tronco' la tua esistenza. Ed io ti guardo.
Ti guardo e attraverso quel velo
ti vedo bella e la tua eta' sparisce
e il tuo passato rinverdisce.
Sei come quel fiore sul suo stelo
che bello di colore e di gaiezza
si muta in un soffiore, che la brezza
feconda, sparpaglia come vita nuova.
Anche tu come ultimo destino
sei presa da quell'alito divino
che sparge sull'anima stupita
di chi resta, quelle tue umane virtu'
ingigantite, da quando non sei piu'.

Manuel N.


UP


 
 

MARA BUFALIERI













IL SILENZIO
 

Quanto è bello il silenzio,
eterea evanescenza.
Silenzio turchino bianco rosa grigio nero.
Silenzio amico,
che sa tutto e lo tiene per sè.
Il silenzio, rosa scarlatta
t'inebria di fresco profumo
e colori.
Talvolta il silenzio mi abbandona
e i colori muoiono
il profumo svanisce
e mi guardo attorno smarrita.
Non mi fido più e chiudo la mia anima
attenta a non parlare
se non con gli occhi,
a non dir nulla
se non con il mio sguardo che attende,
in silenzio,
una risposta.
Il silenzio
cibo dell'anima terra erba alberi fiori farfalle
è il mio giardino,
il giardino del silenzio.
E così vivrò la mie pene,
e plasmerò la mia forza
e il silenzio sarà la mia fortezza,
il mio guscio
dove nessuno
se non in silenzio
entrerà più.

Mara Bufalieri


UP



 
 
 
 
 

MARCO SAYA

PERCHE' MAI?

Perchè mai dovrei crescere?
Un bambino vuole vivere l'eterno gioco
Il righello disegna angoli ottusi
Foglie morte vestono l'innocenza di una pelle liscia

Perchè mai dovrei essere?
Chissà chi di anonime sembianze
Un vecchio grammofono riga il solito solco
Crepe di un soffitto che ci piove addosso

Perchè mai dovrei amare?
Immagine speculare di me storpio
Candida illusione di un bicchiere pieno a metà
Sete interiore di vuoti da colmare

Perchè mai dovrei vivere?
Gli altri hanno di nuovo deciso
Vecchia fiaba, un cucciolo senza Biancaneve
Sette vite sprecate per un gatto randagio

Perchè mai è tutto così?
Succede il tempo che abbraccia la morte
L'infinito dell'orizzonte terra di nessuno
L'occhio non arriva ad afferrarne il confine

 Marco Saya


TRA

Tra cose non dette
Tra frasi fatte
Tra il tempo che passa
Tra una chitarra scordata
Un musicista stanco
Un poeta fasullo
Un artista ed un pagliaccio
Tra un bambino che gioca
Tra amori fugaci
Tra casa e ufficio
Tra brevi stagioni
Un acquazzone e l'altro
Ricordi e presente
Una lavatrice e un ferro da stiro
Tra le solite cose
Tra oggetti smarriti
Tra momenti impolverati
Una strada e una piazza
Una luce e l'altra
Treni in partenza
Tra occasioni perdute
Finzioni e realtà
Tra condoni edilizi
Potenti e deboli
Ricchi e spiantati
Un tira e molla
Tra una cosa e l'altra
Miserie e ignominia
Tra vizi e virtù
Tra abusi e sopprusi
Tra luoghi comuni
Un piatto di minestra
Un bicchiere di vino
Un amico che sparisce
Una donna oramai lontana
Tra un padre e una madre
Tra noi

Trallalà...la solita vita...
Trallalà...la solita merda...
Trallalà...la solita inutile storia...

Marco Saya


VOGLIA DI TE

Profumo di donna
Aroma di lenzuola stropicciate
Gusto salato di sapori ancestrali
Follia di pelle arsa e desiderata

Voglia di te

Sogni bagnati risvegliano piaceri solitari
Pensieri di ninfee popolano il talamo vuoto
Folletti e gnomi infuocati scoccano
Dardi infuocati su seni turgidi
Coppe di champagne per affrettati amanti

Voglia di te

Gabbie di uccelli liberano il loro battito d'ali
Fragranza di una veste che scivola
Occhi sottosopra ci guardiamo
Ultima volta prima di perderci

Voglia di te

Afrodite, squisita padrona di casa,
Dirige la perversa melodia
Succubi concubine aliene dalle teste nascoste
Ridono i riccioli intrecciati da dita affamate

Voglia di te

Profumo di donna
Aroma di lenzuola stropicciate
Gusto salato di sapori ancestrali
Follia di pelle arsa e desiderata

Marco Saya


UP



 
 
 
 

MARISA CORDIOLI














CHI MAI?

Oh! Chi mai cogliera`
il suono della mia anima?
Chi mi accompagnera`
senza parole
solo eteree note
di umani sentimenti,
accennati sorrisi
cosi`evidenti
solo all'animo mio?

Come avvolgenti abbracci,
i nostri intenti,
unico canto
unico volo
nel deserto spazio
di cieli aperti.


DEDICATO A TE…..AMICO SCONOSCIUTO
 

Nel prato dei tuoi sogni
non c’ è handicap o malattia
il tuo corpo è leggero, intatto,
la tua mente è serena!
Corri dai…
e ora salta…
e non pensare a niente!
Ridi felice
disteso qui stanco sull’erba
e ora dormi tranquillo
baciato dal sole
e accarezzato dal vento.
Dormi contento
al tuo risveglio tutto
è ancora così
e mi trovi
qui.



ESSENZA
 

E`lui che mi tocca il cuore
e`suo, lo ha preso
o io gliel'ho dato.
E`lui che mi prende in silenzio
si fonde e si confonde con me,
immobile presenza.
E`lui che parla e mi lascia muta,
e` l'emozione profonda
che brucia
e si spegne con tracce lievi.
E`lui che vive
nel tempo e nello spazio
con le stagioni che segnano
il cammino della vita.

Frammenti
di vita,
d'amore,
di gioia
e dolore.

Tu cogli l'essenza
di questa presenza?

Cornucopia,
abbondante di frutta fresca,
colori e profumi
si offrono ai tuoi occhi,
si fanno cogliere,
senza vuoto lasciare.

Tu cogli l'essenza
di questa presenza?

Per gentile cortesia di Marisa Cordioli


UP



 
 



NADINA SPAGGIARI ASCARI














ASCOLTA IL SOFFIO

Di nuovo quella sensazione
d'appartenerti mi assale.

Di nuovo quella voglia di te.

Il tuo esistere dipinge
ghirlande di fiori,
corone senza spine
che inebriano i sensi.

Immagini di segrete passioni
prendono forma:
lingue di fuoco
si muovono sinuose
liberando la forza dell'essere,
fondendo le catene
che mi trattengono nel limbo.

Ma le mie labbra
restano mute.

- Venere, raccontagli tu
la pena del mio cuore -

E tu ascolta... ascolta il soffio!

Nadine 07/03/2002



IN QUESTA NOTTE ETERNA

Posso raccontarti l'amore?
Sì, quello grande che ho nell'anima,
che profuma come il primo bacio
e mille altri ancora che verranno.

Ma tu, con cuore attento cogli l'attimo
e vedrai i miei occhi farsi lucidi,
sentirai che t'amo e t'odio
e t'odio perché t'amo.

In questa notte eterna
i miei sospiri si faranno intensi,
si legheranno ai tuoi
come acqua che scorre
per unirsi al fuoco,
in un canto imenèo senza fine.
 

Nadine 15/03/2002



 

DIMMI PERCHE'

Parlami di te, angelo mio,
del tuo mondo senza tempo;
raccontami quella gioia
che mi trasmetti col tuo profumo.

La sensazione d'appartenere
al vento la conosco,

sento il tuo amore
con una tale forza.

Ma tu, che di me a volte
fai colomba spaurita
a volte aquila,
dimmi perché sento nella carne
tanto dolore, che in passione ardente
si trasforma nello spirito.

Aiutami a capire dove sono
e se questo viaggio verso il sole
mi scioglierà da tutti i lacci, uno ad uno

e se la stella del mattino, presagio dell'aurora
brillerà dentro i miei occhi,
scendendo giù, ad illuminare l'anima
di chi con passo lento, mi incontra sulla via.

Nadine 25/02/2002


UP


 
 


PATRIZIA BOSSONI

PAGINA AL ROGO
 

La fiamma divampa, freme d’ardore,
brucia l’odio, brucia l’amore.

Orgia feroce, gran godimento,
brucia il sospiro, il delirio, il tormento.

Brucia la gioia, brucia il dolore,
brucia il pensiero, l’anima, il cuore.

Si dona fervente al piacere del fuoco,
s’inarca, s’impenna, gaudente del gioco.

Gioco crudele fatto d’inganno,
cede il suo corpo all’amante tiranno.

Ansima infine, soccombe alla sorte,
l’abbraccio infernale le ha dato la morte.

Compiuta l’orgia è quiete infinita,
bruciate parole, frammenti di vita.

Sopita la fiamma, il capriccio redento,
il resto non conta…è cenere al vento.

Patrizia Bossoni

(da “CONTRASTI” - Taurus Editore)


SAUDADE

Saudade vestita a festa
danza su arcate di mare.
Sorride lontano Saudade,
sorride al vento,
lo prende per mano,
lo carezza appena
e lo lascia andare.
“Saudade… Saudade…”
mormora l’eco,
“è l’attimo trascorso che vai a danzare”.
Saudade non ode,
volge lo sguardo verso il nulla che tace,
e nemmeno l’eco ha più voglia di parlare.
Saudade canta la melodia del cuore,
il mondo si fa nebbia e siede ad ascoltare.

Patrizia Bossoni

(da “CONTRASTI” - Taurus Editore)



TEMPO
 

Con artigli d’acciaio
avanza.
Incessante,
silenzioso
nel suo eterno cammino
senza inizio e senza fine.

Procede altero
il nomade solitario
dall’unico pensiero:
tessere l’essere in divenire.

L’attimo compiuto
è già passato.
L’attimo presente
è già morente.
L’attimo a venire
è già battente.

È il viandante senza terra
che passando
graffia,
senza farsi scalfire.

Patrizia Bossoni

(da “CONTRASTI” - Taurus Editore)


UP


 
 



RENO BROMURO

INDIFFERENZA

Siamo sponde di un fiume,
binari senza scambi;
ma le sponde vengono lambite dalle acque
sentono l’alito di vita
noi parallele continuiamo l’aspro cammino
senza curarci delle sponde baciate
degli scambi dei binari.

Noi, però, non siamo sponde,
non siamo binari senza scambi,
ma uomini desiderosi di amore
uomini pronti a donare l’amore
che dentro brucia e vuole essere
espulso perché l’altro lo raccolga;
invece, con indifferenza
continuiamo il cammino
paghi di essere sponde di un fiume
lieti di essere binari senza scambi
parallele che inutilmente
sperano
d’incontrasi un giorno all’infinito.
                                         Reno Bromuro
                                     venerdì Santo 29 marzo 2002 ora 8.39.05



SE ME NE VADO

Se me ne vado non pensare
alle lacrime che ti ho fatto piangere
ma alle rare carezze
agli sguardi imploranti
ai baci sognati rubati
sotto stelle indifferenti.
Se me ne vado ricorda…
Le parole non dette
che il cielo accoglie in barba
all’indifferenza della stelle.
                                                 Reno Bromuro
                                            Roma 6 agosto 1982
 
 


ODORE BUONO

C’è odore buono stamani nell’aria
e le nuvole danzano un valzer
suonato da allegri fringuelli,
usignoli sempre più innamorati:
giunta è la Signora profumata!

Che buon odore nell’aria stamani!
Anche il mio cuore fa coppia
Con le nuvole e il Gabbiano
Fermo al centro della laguna
- come scolpito dal pensiero -
ha perduto la sua indifferenza.

Ora non sono più solo
La notte non mi farà paura
C’è un usignolo che accompagna
Col suo canto l’ansia dell’attesa
Che sarà breve, lo sento;
l’allodola già canta
e l’usignuolo dorme ormai
tu sei con me con la libertà nel cuore.
                                                  Reno Bromuro
                                                   Roma 20 marzo 2002 ore 21,30
 
 


UP

SALVATORE MESSINA

   DOVE RISIEDE

                         Raccontami di te
                     fiocco di neve a primavera
                       Dimmi della tua voce
                    o del giardino dove sbocciano
                         l'ansie delle attese
                          di prati innevati
                 o d'altri venti accarezzanti l'anime
                  Ventagli d'albe sfiorino il tuo viso
                      là dove risiede un angelo

Salvatore Messina


    TRISTEZZA

                         Quanta tristezza
                       nei momenti della sera
                    Quale meraviglia la sua voce
                      Non c'é su questa terra
                           pietà per noi

Salvatore Messina



  E TUTTO TACE

                            E tutto tace
                       ed il cammino é triste
                   Calde lacrime seguono il passo
                  segnano il viso ed i puri muoiono
                 Il male non si arresta ai sogni belli
                    regno imperituro del maligno
            Soffre una ginestra dai profumi gialli di sole
              Muto il respiro se guardo alle montagne
                  Gli allarghi a fremere alla carne
                      e la terra avanza agl'odi
                        coi poveri del mondo
                             in croce

Salvatore Messina


UP


 
 

VITTORIO G.

SOLO

Io vivo da solo
ed anche tu sei sola;
mi dici:
" stiamo insieme e non saremo soli".
Ci siamo messi insieme ...
e siamo sempre soli.
Più che da solo con te
meglio solo da solo.

VITTORIO G.


RIMEMBRANZA

Che cosa resta ormai del nostro tempo,
di tutto il tempo che c'è stato dato
da vivere e da spendere? Scampoli soltanto!
E sei contento, dimmi amico mio,
per come l'hai vissuto? A te io lo domando.
E dei tuoi sogni, così come dei miei,
cosa n'è stato? Or mi ritrovo
a ripensare, come te suppongo,
al futuro radioso, ormai passato
insieme agli anni,che prometteva
gloria; questo abbiam creduto!
Ora mi chiedo: " è colpa della vita
o è soltanto nostra la mancanza
se, invece della gloria già sognata,
ci ritroviamo a vivere un presente
ch'è solo deludente rimembranza?
Sappiamo tutti e due la risposta;
di tempo ne avevamo tanto tanto,
ma non l'abbiamo speso con la testa,
l'abbiam sprecato. Resta solo il rimpianto.

VITTORIO G.


UP