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Vittorio
Solo - Rimembranza -
Lettera all’amore perduto
Azzurro e cupo il tuo sguardo
come un immenso mare profondo,
fili d’oro i tuoi biondi capelli,
ma questo è un ricordo
lontano
di quando parole d’amore mi sussurravi
piano
e mi sorridevi con i tuoi denti
bianchi.
Fu così per un anno intero
perché poi te ne andasti
non so dove ma di certo molto
lontano.
Io rimasi ad aspettare il ritorno
dell’amore
e finalmente tornasti,ma non
avevi più
un cuore,
infatti eri duro e spietato ed
io in silenzio
rimpiangevo il tempo perduto.
Poi finalmente te ne sei andato
perché un’altra trovasti
ed anche a lei
Tu sussurrasti le dolci parole,
ed io compresi che tu con i tuoi
occhi
azzurri
non sapevi amare.
Daniela Durante - 1979
Luna
Magica luna,luce sincera,
prometti la gioia più vera,
prometti e mantieni,
con raggi chiari e puri bagliori.
Donasti la vita a foglie e fiori
che ora dormono lungo i sentieri.
Dona ora a me la gioia
nel cuore
o l’eterno riposo
sotto un prato fiorito.
La tua fredda luce,di pallido colore
mi dia la gioia di un nuovo amore,
che la felicità sia eterna
per tua virtù o magica lanterna,
chi ti guarda resta incantato,
sei una meraviglia del creato
e i tuoi dolci spilli segnino il cammino
al marinaio,all’astronomo
ed al mio cuore piccino.
Daniela Durante - 1981-
Voglio l’estate
Solitudine, noia, tristezza,
sorelle,compagne
di questa vita senza senso
di questo dolore,
andate via!lontano!
richiudetevi in un cassetto.
Pianto che pigro stai dentro
al mio cuore,
esci piano dagli occhi
che attendono le lacrime.
Gioia prendi posto nel mio cuore
mi hai forse dimenticato?
Fai sorridere le mie labbra
e lascia della tristezza un ricordo
sfuocato.
Amore corri lontano e portami
una vita nuova
non farmi chiudere nel dolore
ma fammi amare chi attende una
mia parola.
Voglio avere la mia felicità
e non voglio l’inverno nel cuore,
ma l’estate, quell’estate che
mi è cara.
Daniela Durante
A ME TERRA
Terra di picciotti e mannarini
Ricurdata solo pà mafia
e mai pì na sturia d'ammuri.
Terra unni si lotta
ca testa susuta
e si travagghia
ancora ricurvi e schiavi.
Terra comu tante, ma...
E' chissa a terra mia
unni c'è sempre u' suli.
Daniela Lampasona
I MINATORI
Assettati papà,
che ti racconto un po’ di cose
antiche.
Quando dietro ai vetri
picciriddu, sentivo lu canto
straziante di li minatori.
Con la carriola di zolfo ancora
intra l’occhi
iddi, si trascinavano stanchi
e lenti, lenti.
La luna era alta nel cielo
e io, facevo fatica ad addormentarmi,
allora mi cullavo con quelle
nenie
che sapevano di lavoro amaro,
disperazione, angosce.
Eppur dentro quel canto
c’era amore.
L’amore dell’attesa del ritorno,
d’un piatto caldo e forse di
un sorriso.
Daniela Lampasona
ETNA
Vi la via dittu io
ca un’avi solu fumu
ca lu ventu manna
di cà e a da banna.
Quannu l’animo c’abbrucia,
caminannu unneghiè
porta lu cori da terra sua:
Etna è u so nomi.
Vulcano addumato
ca ardi dintra e fora.
Accura quannu
yes" pare astutato!
Ve lo avevo detto io
che non è solo fumo
che il vento manda
di qua e di la.
Quando l’anima gli brucia,
camminando in ogni dove
porta il cuore della sua terra:
Etna è il suo nome.
Vulcano acceso
che arde dentro e fuori
Attenzione quando sembra spento
Daniela Lampasona
SE
Se per un giorno ho potuto amarti
non ho vissuto invano.
Ho riempito di te
ogni millesimo di secondo
che attraversa il mio cuore.
Ho guardato la tua ombra
abbracciandola dietro un sole
complice
fino all'inabissarsi dei suoi
raggi
in una stella cadente
che ha trafitto l'essere mio.
Ho colmato quel vuoto opprimente
che sovrasta i miei giorni.
Ti ho amato solo per un giorno
come si ama per sempre
e non ho vissuto invano.
Francesca Battaglia
CIELO
Vorrei esser cielo
coi colori dell'alba vestirmi,
del caldo sole scaldarmi,
di rosso al tramonto colorarmi,
in notte di stelle poi trasformarmi.
Vorrei esser cielo
dimenticare di esser stato
un tempo un uomo.
Col vento come respiro,
brezza lieve
che avvolge la terra
come una carezza.
Esser cielo
senza memorie,
nè rimpianti,
nè speranze,
nè abbandoni;
guardare la notte
che si fa strada
da dietro le colline:
Poter chiudere gli occhi
ancora avidi di cielo.
Francesca Battaglia
9/05/2001
IO E TE
Non dire niente
non servono parole tra di noi
nè gesti stentati rubati
al tempo.
Tra stalattiti ascolto i tuoi
silenzi
gocce sciolte nel buio riflesso
da spine di ghiaccio
che penetrano il mio cuore.
La vita mi sfida
in due mondi non condivisi
a disperdere nel vento
i nostri sogni
le nostre lacrime
le nostre speranze.
Francesca Battaglia
(da “Echi ad incastro”, poesie
inedite)
FRANCO SANTAMARIA
Con noi il vento
Nasce con noi il vento
nelle capanne delle foglie secche
sugli stagni,
nei ruderi della cenere
spenta
dai brividi dei vecchi e delle
vedove,
sulle strade dei cenci e delle
elemosine contate.
Nasce con noi il vento
nei cumuli dei saperi infetti
e distanti,
nei funghi di petrolio
e sui rami dalle croci di ghiaccio.
In torri scarlatte,
a bocca di ingorda emovora
allinea la sua forza metallica
a spingere macigni
sull'alba dei cuccioli ancora
ciechi,
a scavare larghe depressioni
nella mia anima
crocifissa e piangente
come gli olivi sulla via di Samaselle.
Vorrei ascoltare canti
di fiori giovani
alle carezze di ali prodigiose
e trasparenti,
di ramarro che sonnecchia
nutrendosi di color verde
su radici, ubriaco di luce;
ascoltare il cuore triste del
tempo
quando universi
necessariamente
interrompe e rimuove
da costruzioni metafisiche e
pure libertà di voli.
Il vento è con noi;
con zoccoli di bestia selvaggia
martella ogni angolo
scovando,
con denti di cane scatenato morde
e divora
granelli, piume, e le forme indifese
delle ombre che
insistentemente
chiedono alle porte di vivere.
E’ tutta un'armata che preme
di boati,
di motori e di cingoli, di catene
che avvincono spenti prigionieri.
FRANCO SANTAMARIA
(da “Echi ad incastro”, poesie inedite)
Andiamo lungo un fiume
Andiamo lungo un fiume
di acque lunari,
di ombre a specchio
senza dimensione e sangue,
senza spiagge e sentieri di terra
promessa.
Andiamo lungo un fiume
di braccia affondate,
di ruderi smarriti
senza ricordi e misteri di ansie
sopite.
Andiamo lungo un fiume
in piena,
di argini tagliati,
di case sommerse,
di cadaveri naviganti su tronchi
di mimose
alla deriva.
Andiamo lungo un fiume
cercando voci e canti
di un’alba finalmente tenera
per folletti atterriti
lungo il nostro fiume
di barche e reti
morte.
Andiamo lungo un fiume
dove vecchio cadenza in code
di aquiloni
annegati vascelli
e trattiene un po’ di luce
tra fili di giunco
depressi - per finire, poi,
completamente
lungo il nostro fiume
dai pontili in attesa.
FRANCO SANTAMARIA
Nuovi obiettivi di guerra
Questa notte
così lunga,
il buio
ha annerito le ali dei pipistrelli sanguinari,
ha spento
ogni luce con soffi imperiosi,
ha risucchiato
nel ventre misantropico e impuro
i colori
dell’innocenza.
Ridursi
foglio di carta contro le pareti,
granello
di cemento tra le rovine agli ultimi
palpiti,
stringere
come propria difesa una stretta catena
di paura
e di sangue, tutt’insieme: invisibili
ultrasuoni
proiettano fuoco sottratto
ai vulcani
con i denti
della scienza di morte.
Non fa
differenza
che in
cerchio vorticoso schizzi a pezzi
un fiore,
un albero, un’opera necessaria,
un neonato,
un giovane, un vecchio centenario.
Non fa
differenza
che esploda
il sangue di tutti,
il solo
che pulsa nelle vene dei monti e delle acque.
La morte
ha abbandonato l’antico arnese
non si
sa dove
per più
abbondantemente mietere
senza fatica,
senza distinzione,
senza più
patteggiare un conveniente scambio,
con maggiore
intelligenza di morte.
Nei tempi
di messa a punto,
i mostri
rapaci si beccano in carezza le ali,
si scambiano
doni di alleanza e di fuoco.
E poi fuoco,
fuoco!
fuoco che
non sgorga dall’ansia della terra,
inaspettatamente
inesorabilmente,
essi infuriano
sui comuni
nemici innocenti:
neonato
virgulto assetato di sole
albero
generoso di forza e d’amore
farfalla
che veste l’arcobaleno
sorgente
sonora sui monti.
In un attimo
si abbatte
il temuto, l'irreversibile
dolore
dell’esperienza non più cancellabile,
non hai
tempo di sottrarre te o parte di te,
sfracellata
decapitata smembrata disarticolata
carne di
cespugli e di fiori spinosi,
nella solitudine
delle porte unte dai crociferi,
nel silenzio
delle colonne profughe,
nella fragilità
affollata delle chiese e degli edifici,
nel buio
di questa notte
così
interminabile, così lunga,
nell’unico
segno nero dell’odio dei mostri.
(Franco
Santamaria, da "A radici perdute")
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FURIO GARZARO
Si alzava
la polvere
al battere
dei sandali.
Quanto correre
su quei
campi lontani.
Furio Garzaro
Una nuvola
per volare
è
uno strano modo
per viaggiare
ma è
soffice e carezzevole
e ti fa
risparmiare
non sporca
e non fa
rumore
solo un
po’
di solletico
al cuore
non è
difficile
da parcheggiare
basta lasciarla
nell’aria
ad aspettare
e quando
la vuoi liberare
basta chiamare
il vento
e lasciarla
volare.
Furio Garzaro
Vorrei bere
fino ad ubriacarmi
cadere a terra
e poi rialzarmi
sentire il dolore
attraversarmi
urlare al vento
con tutta la mia voce
gridare a Dio
“ dov’è la mia croce
“
e alla fine del tormento
riprendere i sogni
buttati al vento.
Furio Garzaro
UP
MANUEL N.
E' il tuo compleanno e il fato
beffardo
tronco' la tua esistenza. Ed
io ti guardo.
Ti guardo e attraverso quel velo
ti vedo bella e la tua eta' sparisce
e il tuo passato rinverdisce.
Sei come quel fiore sul suo stelo
che bello di colore e di gaiezza
si muta in un soffiore, che la
brezza
feconda, sparpaglia come vita
nuova.
Anche tu come ultimo destino
sei presa da quell'alito divino
che sparge sull'anima stupita
di chi resta, quelle tue umane
virtu'
ingigantite, da quando non sei
piu'.
Manuel N.
IL SILENZIO
Quanto è bello il silenzio,
eterea evanescenza.
Silenzio turchino bianco rosa
grigio nero.
Silenzio amico,
che sa tutto e lo tiene per sè.
Il silenzio, rosa scarlatta
t'inebria di fresco profumo
e colori.
Talvolta il silenzio mi abbandona
e i colori muoiono
il profumo svanisce
e mi guardo attorno smarrita.
Non mi fido più e chiudo
la mia anima
attenta a non parlare
se non con gli occhi,
a non dir nulla
se non con il mio sguardo che
attende,
in silenzio,
una risposta.
Il silenzio
cibo dell'anima terra erba alberi
fiori farfalle
è il mio giardino,
il giardino del silenzio.
E così vivrò la
mie pene,
e plasmerò la mia forza
e il silenzio sarà la
mia fortezza,
il mio guscio
dove nessuno
se non in silenzio
entrerà più.
Mara Bufalieri
PERCHE' MAI?
Perchè mai dovrei crescere?
Un bambino vuole vivere l'eterno
gioco
Il righello disegna angoli ottusi
Foglie morte vestono l'innocenza
di una pelle liscia
Perchè mai dovrei essere?
Chissà chi di anonime
sembianze
Un vecchio grammofono riga il
solito solco
Crepe di un soffitto che ci piove
addosso
Perchè mai dovrei amare?
Immagine speculare di me storpio
Candida illusione di un bicchiere
pieno a metà
Sete interiore di vuoti da colmare
Perchè mai dovrei vivere?
Gli altri hanno di nuovo deciso
Vecchia fiaba, un cucciolo senza
Biancaneve
Sette vite sprecate per un gatto
randagio
Perchè mai è tutto
così?
Succede il tempo che abbraccia
la morte
L'infinito dell'orizzonte terra
di nessuno
L'occhio non arriva ad afferrarne
il confine
Marco Saya
TRA
Tra cose non dette
Tra frasi fatte
Tra il tempo che passa
Tra una chitarra scordata
Un musicista stanco
Un poeta fasullo
Un artista ed un pagliaccio
Tra un bambino che gioca
Tra amori fugaci
Tra casa e ufficio
Tra brevi stagioni
Un acquazzone e l'altro
Ricordi e presente
Una lavatrice e un ferro da stiro
Tra le solite cose
Tra oggetti smarriti
Tra momenti impolverati
Una strada e una piazza
Una luce e l'altra
Treni in partenza
Tra occasioni perdute
Finzioni e realtà
Tra condoni edilizi
Potenti e deboli
Ricchi e spiantati
Un tira e molla
Tra una cosa e l'altra
Miserie e ignominia
Tra vizi e virtù
Tra abusi e sopprusi
Tra luoghi comuni
Un piatto di minestra
Un bicchiere di vino
Un amico che sparisce
Una donna oramai lontana
Tra un padre e una madre
Tra noi
Trallalà...la solita vita...
Trallalà...la solita merda...
Trallalà...la solita inutile
storia...
Marco Saya
VOGLIA DI TE
Profumo di donna
Aroma di lenzuola stropicciate
Gusto salato di sapori ancestrali
Follia di pelle arsa e desiderata
Voglia di te
Sogni bagnati risvegliano piaceri
solitari
Pensieri di ninfee popolano il
talamo vuoto
Folletti e gnomi infuocati scoccano
Dardi infuocati su seni turgidi
Coppe di champagne per affrettati
amanti
Voglia di te
Gabbie di uccelli liberano il
loro battito d'ali
Fragranza di una veste che scivola
Occhi sottosopra ci guardiamo
Ultima volta prima di perderci
Voglia di te
Afrodite, squisita padrona di
casa,
Dirige la perversa melodia
Succubi concubine aliene dalle
teste nascoste
Ridono i riccioli intrecciati
da dita affamate
Voglia di te
Profumo di donna
Aroma di lenzuola stropicciate
Gusto salato di sapori ancestrali
Follia di pelle arsa e desiderata
Marco Saya
CHI MAI?
Oh! Chi mai cogliera`
il suono della mia anima?
Chi mi accompagnera`
senza parole
solo eteree note
di umani sentimenti,
accennati sorrisi
cosi`evidenti
solo all'animo mio?
Come avvolgenti abbracci,
i nostri intenti,
unico canto
unico volo
nel deserto spazio
di cieli aperti.
DEDICATO A TE…..AMICO SCONOSCIUTO
Nel prato dei tuoi sogni
non c’ è handicap o malattia
il tuo corpo è leggero,
intatto,
la tua mente è serena!
Corri dai…
e ora salta…
e non pensare a niente!
Ridi felice
disteso qui stanco sull’erba
e ora dormi tranquillo
baciato dal sole
e accarezzato dal vento.
Dormi contento
al tuo risveglio tutto
è ancora così
e mi trovi
qui.
E`lui che mi tocca il cuore
e`suo, lo ha preso
o io gliel'ho dato.
E`lui che mi prende in silenzio
si fonde e si confonde con me,
immobile presenza.
E`lui che parla e mi lascia muta,
e` l'emozione profonda
che brucia
e si spegne con tracce lievi.
E`lui che vive
nel tempo e nello spazio
con le stagioni che segnano
il cammino della vita.
Frammenti
di vita,
d'amore,
di gioia
e dolore.
Tu cogli l'essenza
di questa presenza?
Cornucopia,
abbondante di frutta fresca,
colori e profumi
si offrono ai tuoi occhi,
si fanno cogliere,
senza vuoto lasciare.
Tu cogli l'essenza
di questa presenza?
Per gentile cortesia di Marisa
Cordioli
ASCOLTA IL SOFFIO
Di nuovo quella sensazione
d'appartenerti mi assale.
Di nuovo quella voglia di te.
Il tuo esistere dipinge
ghirlande di fiori,
corone senza spine
che inebriano i sensi.
Immagini di segrete passioni
prendono forma:
lingue di fuoco
si muovono sinuose
liberando la forza dell'essere,
fondendo le catene
che mi trattengono nel limbo.
Ma le mie labbra
restano mute.
- Venere, raccontagli tu
la pena del mio cuore -
E tu ascolta... ascolta il soffio!
Nadine 07/03/2002
Posso raccontarti
l'amore?
Sì,
quello grande che ho nell'anima,
che profuma
come il primo bacio
e mille
altri ancora che verranno.
Ma tu, con
cuore attento cogli l'attimo
e vedrai
i miei occhi farsi lucidi,
sentirai
che t'amo e t'odio
e t'odio
perché t'amo.
In questa
notte eterna
i miei
sospiri si faranno intensi,
si legheranno
ai tuoi
come acqua
che scorre
per unirsi
al fuoco,
in un canto
imenèo senza fine.
Nadine 15/03/2002
DIMMI PERCHE'
Parlami
di te, angelo mio,
del tuo
mondo senza tempo;
raccontami
quella gioia
che mi
trasmetti col tuo profumo.
La sensazione
d'appartenere
al vento
la conosco,
sento il
tuo amore
con una
tale forza.
Ma tu, che
di me a volte
fai colomba
spaurita
a volte
aquila,
dimmi perché
sento nella carne
tanto dolore,
che in passione ardente
si trasforma
nello spirito.
Aiutami
a capire dove sono
e se questo
viaggio verso il sole
mi scioglierà
da tutti i lacci, uno ad uno
e se la
stella del mattino, presagio dell'aurora
brillerà
dentro i miei occhi,
scendendo
giù, ad illuminare l'anima
di chi
con passo lento, mi incontra sulla via.
Nadine 25/02/2002
PAGINA AL ROGO
La fiamma divampa, freme d’ardore,
brucia l’odio, brucia l’amore.
Orgia feroce, gran godimento,
brucia il sospiro, il delirio,
il tormento.
Brucia la gioia, brucia il dolore,
brucia il pensiero, l’anima,
il cuore.
Si dona fervente al piacere del
fuoco,
s’inarca, s’impenna, gaudente
del gioco.
Gioco crudele fatto d’inganno,
cede il suo corpo all’amante
tiranno.
Ansima infine, soccombe alla sorte,
l’abbraccio infernale le ha dato
la morte.
Compiuta l’orgia è quiete
infinita,
bruciate parole, frammenti di
vita.
Sopita la fiamma, il capriccio
redento,
il resto non conta…è cenere
al vento.
Patrizia Bossoni
(da “CONTRASTI”
- Taurus Editore)
SAUDADE
Saudade
vestita a festa
danza su
arcate di mare.
Sorride
lontano Saudade,
sorride
al vento,
lo prende
per mano,
lo carezza
appena
e lo lascia
andare.
“Saudade…
Saudade…”
mormora
l’eco,
“è
l’attimo trascorso che vai a danzare”.
Saudade
non ode,
volge lo
sguardo verso il nulla che tace,
e nemmeno
l’eco ha più voglia di parlare.
Saudade
canta la melodia del cuore,
il mondo
si fa nebbia e siede ad ascoltare.
Patrizia Bossoni
(da “CONTRASTI”
- Taurus Editore)
Con artigli d’acciaio
avanza.
Incessante,
silenzioso
nel suo eterno cammino
senza inizio e senza fine.
Procede altero
il nomade solitario
dall’unico pensiero:
tessere l’essere in divenire.
L’attimo compiuto
è già passato.
L’attimo presente
è già morente.
L’attimo a venire
è già battente.
È il viandante senza terra
che passando
graffia,
senza farsi scalfire.
Patrizia Bossoni
(da “CONTRASTI” - Taurus Editore)
INDIFFERENZA
Siamo sponde di un fiume,
binari senza scambi;
ma le sponde vengono lambite
dalle acque
sentono l’alito di vita
noi parallele continuiamo l’aspro
cammino
senza curarci delle sponde baciate
degli scambi dei binari.
Noi, però, non siamo sponde,
non siamo binari senza scambi,
ma uomini desiderosi di amore
uomini pronti a donare l’amore
che dentro brucia e vuole essere
espulso perché l’altro
lo raccolga;
invece, con indifferenza
continuiamo il cammino
paghi di essere sponde di un
fiume
lieti di essere binari senza
scambi
parallele che inutilmente
sperano
d’incontrasi un giorno all’infinito.
Reno Bromuro
venerdì Santo 29 marzo 2002 ora 8.39.05
Se me ne vado non pensare
alle lacrime che ti ho fatto
piangere
ma alle rare carezze
agli sguardi imploranti
ai baci sognati rubati
sotto stelle indifferenti.
Se me ne vado ricorda…
Le parole non dette
che il cielo accoglie in barba
all’indifferenza della stelle.
Reno Bromuro
Roma 6 agosto 1982
C’è odore buono stamani
nell’aria
e le nuvole danzano un valzer
suonato da allegri fringuelli,
usignoli sempre più innamorati:
giunta è la Signora profumata!
Che buon odore nell’aria stamani!
Anche il mio cuore fa coppia
Con le nuvole e il Gabbiano
Fermo al centro della laguna
- come scolpito dal pensiero
-
ha perduto la sua indifferenza.
Ora non sono più solo
La notte non mi farà paura
C’è un usignolo che accompagna
Col suo canto l’ansia dell’attesa
Che sarà breve, lo sento;
l’allodola già canta
e l’usignuolo dorme ormai
tu sei con me con la libertà
nel cuore.
Reno Bromuro
Roma 20 marzo 2002 ore 21,30
DOVE RISIEDE
Raccontami di te
fiocco di neve a primavera
Dimmi della tua voce
o del giardino dove sbocciano
l'ansie delle attese
di prati innevati
o d'altri venti accarezzanti l'anime
Ventagli d'albe sfiorino il tuo viso
là dove risiede un angelo
Salvatore Messina
TRISTEZZA
Quanta tristezza
nei momenti della sera
Quale meraviglia la sua voce
Non c'é su questa terra
pietà per noi
Salvatore Messina
E tutto tace
ed il cammino é triste
Calde lacrime seguono il passo
segnano il viso ed i puri muoiono
Il male non si arresta ai sogni belli
regno imperituro del maligno
Soffre una ginestra dai profumi gialli di sole
Muto il respiro se guardo alle montagne
Gli allarghi a fremere alla carne
e la terra avanza agl'odi
coi poveri del mondo
in croce
Salvatore Messina
Io vivo da solo
ed anche tu sei sola;
mi dici:
" stiamo insieme e non saremo
soli".
Ci siamo messi insieme ...
e siamo sempre soli.
Più che da solo con te
meglio solo da solo.
VITTORIO G.
RIMEMBRANZA
Che cosa resta ormai del nostro
tempo,
di tutto il tempo che c'è
stato dato
da vivere e da spendere? Scampoli
soltanto!
E sei contento, dimmi amico mio,
per come l'hai vissuto? A te
io lo domando.
E dei tuoi sogni, così
come dei miei,
cosa n'è stato? Or mi
ritrovo
a ripensare, come te suppongo,
al futuro radioso, ormai passato
insieme agli anni,che prometteva
gloria; questo abbiam creduto!
Ora mi chiedo: " è colpa
della vita
o è soltanto nostra la
mancanza
se, invece della gloria già
sognata,
ci ritroviamo a vivere un presente
ch'è solo deludente rimembranza?
Sappiamo tutti e due la risposta;
di tempo ne avevamo tanto tanto,
ma non l'abbiamo speso con la
testa,
l'abbiam sprecato. Resta solo
il rimpianto.
VITTORIO G.