........................................MARCO
SAYA
Marco Saya in una foto del
2002
Marco Saya è nato a Buenos Aires nel 1954 dove ha trascorso "i suoi primi tre anni" per poi trasferirsi a Rio de Janeiro per circa 7 anni. Dal 63' risiede a Milano e dopo aver ultimato studi classici ed un tentativo universitario ad Ingegneria Elettronica ha sentito e deciso che la musica e la chitarra jazz (hobby che già coltivava a 14 anni) sarebbero state la sua vita e professione. Scrive testi per canzoni, tentando di avvicinarsi alla poesia e più in generale alla scrittura che è stato un passo naturale e spontaneo. Non ha temi preferenziali; tutto ciò che accade nel quotidiano e che è realmente vissuto merita di essere raccolto in semplici e sincere parole, come pagine di un diario.
.....................
.....
Per
coloro che volessero leggere altre opere di Marco Saya si prega di cliccare
sulla foto di copertina di un Suo libro.
AMPLESSO
Sensi
Dolcemente ti svegliano
Improvvisamente ti assalgono
Ora tacciono stanchi di piacere
Sensi
Una mano scivola tra i tuoi solchi umorali
Bocche si modellano su sessi infuocati
Penetrano istanti di vita prima di
morire
Gocce seminali spengono l'incendio
di pelli roventi
Sensi
Ti abbracciano
Con dolce aggressività ci congiungono
Si ritirano appagati
Marco Saya
SONO CONTENTO
Non scarabocchio più il tuo nome
dove capita
Riflesso lontano di un amore offeso
Naufragato e affondato senza superstiti.
Sono contento
Il risentimento cede il passo all'indifferenza
Panacea di rimpianti assopiti
Sepolti da giovani cicatrici.
Sono contento
Immagini di un volto nuovo,pulito,sincero
Aspettano da qualche parte...
Questo maledetto tempo, ora non più
Il nemico da sempre temuto e osteggiato.
Sono contento
Un blues sospirato in dodici battute
Dodici i battiti di passione per una
diversa stagione
Improvvisazione di pause incerte follemente
da vivere
Note lunghe per arrivare alla fine
dell'assolo.
Sono contento
Liberato dalla tua assenza
Finalmente libero dalla tua presenza.
Titolo: La vita accade
La vita accade
Il tempo dissolve la fretta di dimenticarti
Nuovi attimi
Embrioni di attese emozioni
Sbocciano improvvisi
Petali dai misteriosi colori
Di te mi rimarrà l'odore
Sapore di antiche guerre in terre lontane
Oblio per un paesaggio d'amore
L'illusione di un languido blues ritrovato
in una vecchia soffitta
Ed intanto...
la vita accade
Scena muta di parole sole
Un palcoscenico sordo illuminato dalla
cecità di
Pensieri posticci
Sempre uguali
Sempre gli stessi
Sempre Noi
Marco Saya
Una macchina ed il passeggero
Tergicristalli salutano una giornata
piovosa
La discussione si fa fitta come chicchi
di grandine
Sale d'intensità con la minaccia
di un tuono
Il fulmine della parola colpisce il
bersaglio
Il passeggero improvvisamente scende
Lo specchietto allontana una figura
Ora è un puntino
Svanisce nel nulla di tutte le cose
Marco Saya
SOLITUDINE
Lo specchio riflette una bestia incattivita,
inconscio che libera il male di vivere
Parole sputafuoco, esplosione di un
delirio collettivo
Un bambino attonito , un uomo sulla
soglia
Una donna uccide l'ultimo atto d'amore
Illusione di una passione ritrovata
Rifiuto di chi ti vuol bene
Paura di affrontare se stessi
Tornare a casa con il rumore delle
bombe
Un uscio che sbatte
Una famiglia si disgrega
Ritornare ed essere
...di nuovo soli...
Marco Saya
MOMENTI
Aspetta
Scivola dentro te
Lasciati
Scorrono le dita insinuose
Immagina
Solchi di un rio senza fine
Prendi
Una fontana ancora asciutta
Gioca
Palline in buca, sponde di un biliardo
Osa
Nuvole bianche sopra il cielo
Vieni
La fontana ora zampilla
Gusta
sapori tropicali su pelle bagnata
Assapora
Il riposo di un tramonto sul mare placido
Marco Saya
INCOMPIUTA
Scampoli di un tempo tiranno che dopo
una lunga corsa stà per raggiungere la gelida meta.
Brandelli infetti e contaminati di
antica memoria ripercorrono immagini di finto ordine mondriano.
Luci e ombre del varietà,un
palcoscenico della vita mai vissuta.
Fragilità dei nostri corpi acquosi
Un lui, una lei, due rette all'infinito,castelli
di carta pronti a sgretolarsi al primo leggero soffio di una piuma.
Rabbia, lontana compagna di viaggio,
ora sopita in dicotomiche visioni.
Allucinazioni per un sogno mal digerito
e psichedelici risvegli da un sonno mai consumato.
Morte Sovrana, ti aspetto, pescivendola
di un mercatino di corpi putrefatti
Impotenza per non poter essere ma sentirsi
eterni
Marco Saya
IMMAGINA
Immagina di rivedere
Nuova vetta da scalare
Antichi rancori gettati nella spazzatura
della vita
Intreccio di sentimenti da confezionare
Gomitoli di un amore che ora lascia
liberi di scegliere
Immagina di essere rivisto
Uomo e non più bambino
Immagina di ritornare
Indietro
Come prima
Un bambino
Nulla di nuovo
Nostalgia per un'illusione immaginata