Una mia fotografia elaborata
elettronicamente

GUTTA CAVAT
Le mani
dell'uomo
possono
andare
oltre il
confine del mondo,
toccare
il cielo, forse.
Gli occhi
delle tue lacrime
possono
leggere
il tempo
dell'attesa
nelle crepe
della roccia
Gocce di
sogno
una ad
una
penetrano
il cielo
e raggiungono
l'infinito,
scavano
la roccia
sino a
baciarne il cuore.
Ho nascosto
nel cappello
la mia
criniera
e le volte
che ho chinato il capo.
A sera
ho bevuto
il vino dai tuoi seni
e mi son
perduto
tra i tuoi
bianchi capelli,
donna mia
che m'hai
insegnato come morire
tra le
braccia del sorriso.
Non ho con
me
baci di
femmina
sensuali
ed ambigui.
Nel letto
delle fantasie
si consumano
le cene degli altri
con la
poverta' dei desideri
Nella quiete
dei tramonti d'estate
le mie
tenerezze nascono
da una
carezza inaspettata del vento.
Tra i
fianchi
si consuma
la tua ansia
nella vertigine
del presente
che non
regge il peso
mentre
polvere d'acqua
copre millimetricamente
la superficie
del tuo cuore.
La trivella
trovera' il petrolio,
le tue
idee troveranno
la cataratte
del tempo.
Censurare
i propri pensieri
le proprie
parole
e tentare
di esprimerti.
Le espressioni
dell'uomo,
scorie
irripetibili del tempo
quando
il tempo e' passato.
La mamma
sola
guarda
la finestra
ed attraverso
i vetri
l'eco della
luce,
soffi di
ricordi.
Due piccole
lacrime
su grandi
occhi neri.
Capelli
arruffati d'un bimbo
con abiti
d'adulto.
Un uomo
vestito di carta
serenamente
giocava
scommettendo
la tua vita
Vesti la
vestaglia piu' bella
e sul tuo
viso,
il colore
antico di giovani gote,
pigia
un poco le tue labbra
fino a
farle diventar rosse.
La tua immagine
allo specchio
ti raccontara'
la storia
della ricchezza
che
hai sempre avuto.
Saper vedere
quante volte
ti sei
mosso tra colpe ed inganni
e' una
giusta riflessione.
Perder
tempo
a rimuover
le pietre
e' smarrire
la dimensione
della tua
umana essenza.
Sapersi
accettare
in fondo,
e' un diritto
dell' anima.
Le canzoni
che cantavi
in primavera
e si facevano
mordenti
ed audaci
in estate
colorano
di giallo paglierino
quest'autunno
cosi' bello
da vivere
e cosi'
dolce.
I tuoi occhi
lasciano
una scia
multicolore
ad ogni
battito di ciglia
che ritmano
i colpi del tempo
che torna
a bussare.
Ed io ancor
m'incanto
e mi riconosco,
e conto
uno ad uno
i brividi
sulla tua pelle
al solo
sfiorarti
della mia
mano.
E' cosi'
bello invecchiare insieme!
Cambiare
la visuale,
modificare
le note
sul pentagramma
giusto
un diesis in meno
tanto da
non stizzire
le orecchie.
La diluizione
del pensiero
rende facile
la comprensione,
la verita'
poco conta
quando
i maestri di corte
cantano
in coro.
Parlare
agli altri
puo' essere
un'impresa impossibile.
Le pagine
senza parole
cercavano
disperatamente
il senso
del discorso
che s'era
smarrito
tra le
crepe del tempo.
Il tempo
ripropone
ritmi d'una
musica tribale
accattivante,
piacevole
all'ascolto.
L'alfabeto
si compie di nuovo,
confondendo
le pagine
che si
riempiono di parole,
parole
nuove,
in una
lingua
che tu
non conosci.
Pochi metri
avanti
altra guerra,
altri morti
ed un'altra
casa.
L'uomo
si mise seduto
e comincio'
a pensare.
S'accese
un sigaro
e riposo'
fino a notte alta
poi
camminando
tra le stelle
luminose
come gli occhi
dei giovani
soldati
distesi
su di un
manto di cielo,
raccolse
le pietre
che gli
mancavano,
ma ancora
una volta
non bastavano.
Un cielo
testardo
finge la
quiete
nei colori
d'un arcobaleno
dispettoso
e poco
importa
se una
ferita
riprende
a sanguinare
in mode
silente e discreto.
Tanto tempo
e' passato
ed il sangue
si rapprende subito.
Piccola
montagna
da scalare
sempre
anche sotto
casa tua.
Piccolo
paese
che gioca
al calcio
e vince
e poi canta.
Piccolo
paradiso
uguale
per tutti,
anche per
i giusti.
Piccola
identita',
cosi' minuta
da durare
un secondo.
Piccola
speranza
ultimo
ideale terreno
smarrito
nell'eternita'
Piccola,
piccola mia!
Ultime
parole nel sonno
prima di
morire.
LA LUCE
DELLA VITA
Brucia
il sole
tetti di
case
fatte di
sola paglia
e sudore
d'erba.
Quanta fierezza
nei tuoi
occhi, vecchio.
Tre denti
e mezzo, un sorriso
ed un bicchiere
di vino.
L'orgoglio
della donna
che s'e
donata a te
per un'
intera vita
oscura
il sole in lucentezza.
Quanta bellezza
nei tuoi
passi, vecchio,
quando
t'avvicini al sole
che la
tua vita ha illuminato
e porgi
il bicchiere
alle sue
vizze labbra.
PENSIERI
EROSI
Erosioni
asimmetriche
di sentimenti
confusi.
La confusione
sposta
il punto di vista
e quel
che credevi
era solo
l'inganno
d'organi
imperfetti.
L'anima
elettronica
non si
estingue
e la lente
d'un obiettvo
puo' distorcere
il lamento
degli uomini.
Quel che
vedi
sone le
simmetrie costruite
con lenti
deformanti.
Canzoni
di Edith Piaf
fanno il
lifting
alle rughe
della fronte.
La radio
della camera
assicura
che la pace
regna sovrana
Che strano!
Poco fa
con l'accendino
pensavo
di bruciare il mondo.
Hai perso
tempo
a studiare
i moti del vento
che non
hanno mai
cambiato
nulla.
Mattoni
appesi al silenzio
d'una bocca
arrossita
dalla vergogna.
Le labbra
della storia stingono
quando
rimosse le pietre
quel che
resta
e solo
il ricordo
dI eterne,
mutevoli menzogne.
Dipinti
sull'iride
i segni
di lacrime secche
appena
sfocate da lenti antiche.
La sicurezza
di trovarmi accanto
era la
luce che mancava ai tuoi occhi
Certezza
d'amore chiude la porta al dolore.
Una scansione
mentale
computerizzata
spinge
il pensiero
verso lo
concretezza
del nulla.
La vita
e' solo un segmento del tempo.
Casa non e' lontana.
L'opacita'
di un mondo sterile
e' un fantasma
della mente.
Anche se
tutto cambiasse ora
la mia
mano e' la tua guida
come per
me
la tua.
Due foreste
marcavano
occhi cosi'
neri
da sbiancare
il buio.
Lontane
tempeste di sabbia,
forse di
mare,
nel cielo
lampi di guerra.
Le sue mani
disegnavano
cerchi d'acqua
nella pianura
della mente.
Mi sono
accostato,
una mano
tesa
ed un sorriso.
Ho scritto
una poesia, mi disse.
-Dove?-
-Nel cielo-
Rispose.
- Chi la
leggera'? -
- Io,
il mio
cane,
il mio
gregge. -
Mi son seduto
accanto
al pastore.
- Insegnami
a scrivere -
- Il poeta
di terra
scrive
poesie d'acqua
nel fuoco
dei tormenti
e le dona
all'aria.
Se non
avessi occhi per leggere
od orecchie
per ascoltare
le tue parole,
se tu,
se tu non
avessi lingua
o non sapessi
usar la penna
la poesia
nel vento
sara' sempre
l'ombra d'un uomo
che guarda
al cane del suo gregge
con lo
sguardo volto all'infinito.
Che la tua
platea
sia sempre
la tua anima.-
Borgo povero
di citta'
dimenticate
dove bimbi
ancora lieti
cantano
i giorni
dell'allegria
perduta.
Come padre
e con amore
di padre
la tua
mano raccoglie
le cose
rimaste
per mettere
ordine
nella casa
della memoria.
Qui con
te
menti confuse
trovano
la dimensione
senza frastuono
dove la
poesia vive
nella donazione
d'amore.
La tua mano
piano s'adagia
con infinita
dolcezza
a colmare
lacune rimaste
d'un mondo
che dimentica
la purezza
dell'arte.
L'uomo e
il poeta
che vivono
in te
tergono
questo borgo
di citta'
dimenticate
dove bimbi
cresceranno
nel ricordo
del tuo amore.
Il mistero
d'un sorriso
sulla bocca
d'un senzatetto
m'ha scheggiato
la memoria.
Stalattiti
stravaganti e colorate
aprivano
a pensieri di sofferta
resistenza:
le regole del gioco.
Misteri
secolari di parole
come scritte
di sangue
su mura
metropolitane.
Nelle albe
nate del mondo
rimane
lo spessore nudo
d'orme
di piedi senza storia.
I gatti
guardano la vita
con occhi
gialli e profondi
pronti
al riscatto dell'offesa
Nelle nere
pianure
delle umane
attenzioni
il senso
del colore
e' un'opinione
Il graffio
d'un gatto sulla pelle
e' la volonta'
di vita del dolore
per le
cose dimenticate.
Macchie
d'inchiostro
sui sepolcri
di Foscolo
addormentati
con il
sonno della mente.
il silenzio
del pianto
rotto da
un sussidiario
lasciato
cadere
sull'indice
della conoscenza.
Il costo
della coscienza
e' il prezzo
della sofferenza.
La tua mano
sulla
realta' sfuggente ed amara
delle cose
che potevi prendere.
Il dubbio,
vertigine
del pensiero,
le scelte
fatte
sono sempre
accompagnate
dall'incertezza.
Il tempo
sciogliera'
il nodo
che hai
tenuto stretto
attorno
alla tua gola.
E dalla
semina alla vendemmia
fino alla
spremitura
rivedo
te nel rosso del cielo
come
fiore di vigna
riflesso
nel mio calice:
mistero
del mio tempo
che s'e'
fermato.
Stavo andando
via
quando
t'ho vista
lasciarti
morire
scivolando
lungo
un palo
della luce.
- A sud,
a sud! - Gridavano
con tamburelli
martellanti
mentre
rotolavi
con gli
occhi chiusi
guardando
la luce
dal basso
del tuo ventre.
L'asfalto
bagnato solo
rifletteva
l'apparenza
di una
stella morta.
Stavo andando
via
ma son
rimasto a cantarti i versi
di cori
gitani, musiche e danze
ancor frementi
di liberta' perdute.
Ne' il nome
ne' altro
era rimasto,
solo un sorriso
patetico
e arrogante
lungo la
spina dorsale
della mia
memoria.
Il ricordo,
immerso
in un lampo infinto
di cielo
m'ha stinto il viso
poi,
con raffinata
dolcezza,
m'ha strappato
il cuore.
L'aria umida
e fredda
ed un frammento
d'anni
sfocavano
il mio sguardo fiso
sul bicchiere
vuoto
Volli riempirlo
d'acqua
e su orme
incancellate
ho attraversato
il silenzio
che conduceva
al rubinetto.
Il rumore
attento dell'acqua
richiamava
il sapore frizzante
e sempre
vivo del bacio
d'una stagione
che non si compie.
Cosi' lentamente
ho bevuto
col cuore
ancor compresso
lo scandire d'un tempo mai dimenticato.
2003 Remil
FINE