GUTTA CAVAT - © 2001
Prose poetiche di Remil


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Una mia fotografia elaborata elettronicamente



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GUTTA CAVAT



I lavori grafici  presenti in questa raccolta sono elaborazioni elettroniche di fotografie o disegni appartenenti all'autore del libro, sono parte integrante del libro stesso legate alle poesie scritte. Se ne vieta pertanto la copia per se' o per altri, la diffusione via internet totale o parziale senza il permesso scritto dell'autore


1) CUORE DI ROCCIA 2) NEI TUOI BIANCHI CAPELLI 3 LA CAREZZA DEL VENTO 4) POLVERE D'ACQUA
5) SCORIA DEL TEMPO 6) LA MAMMA SOLA 7) LE STANZE DI IERI 8) INVECCHIARE INSIEME
9) PARLARE AGLI ALTRI 10) SCORIA DEL TEMPO 11) LA GUERRA DEI GIOCHI 12) LA FERITA APERTA
13) PICCOLA MIA 14) LA LUCE DELLA VITA 15) PENSIERI EROSI 16) SOGNI ESTIVI
17) LE LABBRA DELLA STORIA 18) CERTEZZA D'AMORE 19) IL PREZZO DEL FUOCO 20) UNA VITA
21) VERSO CASA 22) POESIA NEL VENTO 23) POESIA D'ESSERE UOMO 24) BOARDGAME
25) MEDAGLIA DI GUERRA 26) IL COLORE DELLO SGUARDO 27) QUADERNO VECCHIO 28) IL DUBBIO
29) FIORE DI VIGNA 30) STAVO ANDANDO VIA 31) L'OMBRA D'UN RIMPIANTO 32) NOSTALGIA
33)  34)  35) 36) 
37)  38)  39)  40) 
41)  42)  43)  44)
45)  46)  47)  48)
49)  50)  51)  52) 
53)  54)  55)  56) 
57)  58)  59)  60) 
61)  62) 
CUORE DI ROCCIA

Le mani dell'uomo
possono andare
oltre il confine del mondo,
toccare il cielo, forse.
 

Gli occhi delle tue lacrime
possono leggere
il tempo dell'attesa
nelle crepe della roccia

Gocce di sogno
una ad una
penetrano il cielo
e raggiungono l'infinito,
scavano la roccia
sino a baciarne il cuore.


NEI TUOI BIANCHI CAPELLI 
Oggi sono andato
senza titolo e senza parole
come una poesia morta
a comprare i soldi
per un cappello.

Ho nascosto nel cappello
la mia criniera
e le volte che ho chinato il capo.

A sera
ho bevuto il vino dai tuoi seni
e mi son perduto
tra i tuoi bianchi capelli,
donna mia
che m'hai insegnato come morire
tra le braccia del sorriso.



LA CAREZZA DEL VENTO
Tenete l'oro
ed anche l'argento
e tutto il regno
della terra di Dio.
Avro' con me
un soldo per un pane
e quando avro' due soldi
prendero' due pani.

Non ho con me
baci di femmina
sensuali ed ambigui.
Nel letto delle fantasie
si consumano le cene degli altri
con la poverta' dei desideri

Nella quiete dei tramonti d'estate
le mie tenerezze nascono
da una carezza inaspettata del vento.


POLVERE D'ACQUA
Puledra sfiancata
dal peso della tua giovinezza.
I cavalieri dalla lancia in resta
hanno deposto le armi
e leggono graffiti di ricordi.

Tra i  fianchi
si consuma la tua ansia
nella vertigine del presente
che non regge il peso
mentre polvere d'acqua
copre millimetricamente
la superficie del  tuo cuore.



SCORIA DEL TEMPO 
La perforazione sistematica dell'idea
come aride terre sventrate

La trivella trovera' il petrolio,
le tue idee troveranno
la cataratte del tempo.

Censurare i propri pensieri
le proprie parole
e tentare di esprimerti.

Le espressioni dell'uomo,
scorie irripetibili del tempo
quando il tempo e' passato.


LA MAMMA SOLA 

La mamma sola
guarda la finestra
ed attraverso i vetri
l'eco della luce,
soffi di ricordi.

Due piccole lacrime
su grandi occhi neri.
Capelli arruffati d'un bimbo
con abiti d'adulto.
Un uomo vestito di carta
serenamente giocava
scommettendo la tua vita

Vesti la vestaglia piu' bella
e sul tuo viso,
il colore antico di giovani gote,
pigia  un poco le tue labbra
fino a farle diventar rosse.

La tua immagine
allo specchio
ti raccontara' la storia
della ricchezza
che  hai sempre avuto.


LE STANZE DI IERI 
Sapersi perdonare
e' importante.
Entrare nelle stanze
della nostra memoria
e pian piano
nel disordine dei pensieri
mettere al posto giusto
senza fretta
tutto quello che di buono
hai fatto.

Saper vedere quante volte
ti sei mosso tra colpe ed inganni
e' una giusta riflessione.
Perder tempo
a rimuover le pietre
e' smarrire la dimensione
della tua umana essenza.

Sapersi accettare
in fondo,
e' un diritto dell' anima.


INVECCHIARE INSIEME 
Ascoltarti ancora
e veder muovere le tue labbra
come sempre,
lentamente,
senza l'irruenza d'un tempo
che invocava carezze
ai tuoi capelli.

Le canzoni
che cantavi in primavera
e si facevano mordenti
ed audaci in estate
colorano di giallo paglierino
quest'autunno
cosi' bello da vivere
e cosi' dolce.

I tuoi occhi lasciano
una scia multicolore
ad ogni battito di ciglia
che ritmano i colpi del tempo
che torna a bussare.

Ed io ancor m'incanto
e mi riconosco,
e conto uno ad uno
i brividi sulla tua pelle
al solo sfiorarti
della mia mano.

E' cosi' bello invecchiare insieme!


PARLARE AGLI ALTRI 
Misurare le parole
e calibrare i pensieri.
E' un gioco di pazienza
talvolta estenuante
come un puzzle
che non finisce mai.

Cambiare la visuale,
modificare le note
sul pentagramma
giusto un diesis in meno
tanto da non stizzire
le orecchie.

La diluizione del pensiero
rende facile la comprensione,
la verita' poco conta
quando i maestri di corte
cantano in coro.

Parlare agli altri
puo' essere un'impresa impossibile.


PAGINE DEL TEMPO
Le lettere dell'alfabeto
una dopo l'altra
scomparivano
lasciando bianche
la pagine.

Le pagine  senza parole
cercavano disperatamente
il senso del discorso
che s'era smarrito
tra le crepe del tempo.

Il tempo ripropone
ritmi d'una musica tribale
accattivante,
piacevole all'ascolto.

L'alfabeto si compie di nuovo,
confondendo le pagine
che si riempiono di parole,
parole nuove,
in una lingua
che tu non conosci.


LA GUERRA DEI GIOCHI 
Una guerra, una volta,
comincio' per gioco,
divenne un fatto serio
e l'uomo si preoccupo'.
Conto' i morti
e poi le pietre d'una casa,
una ad una.
Non era possibile
ridare la vita ai morti
e volle ricostruire la casa,
ma le pietre contate
non bastavano.

Pochi metri avanti
altra guerra, altri morti
ed un'altra casa.
L'uomo si mise seduto
e comincio' a pensare.
S'accese un sigaro
e riposo' fino a notte alta
poi
camminando tra le stelle
luminose come gli occhi
dei giovani soldati
distesi
su di un manto di cielo,
raccolse le pietre
che gli mancavano,
ma ancora una volta
non bastavano.


LA FERITA APERTA
Con gli occhi stanchi
si guarda meglio alla vita.
Non senti piu' le offese,

Un cielo testardo
finge la quiete
nei colori
d'un arcobaleno dispettoso
e poco importa
se una ferita
riprende a sanguinare
in mode silente e discreto.

Tanto tempo e' passato
ed il sangue si rapprende subito.


PICCOLA MIA 
Piccola porta
rimasta aperta
perche' non si sa mai.

Piccola montagna
da scalare sempre
anche sotto casa tua.

Piccolo paese
che gioca al calcio
e vince e poi canta.

Piccolo paradiso
uguale per tutti,
anche per i giusti.

Piccola identita',
cosi' minuta
da durare un secondo.

Piccola speranza
ultimo ideale terreno
smarrito nell'eternita'

Piccola, piccola mia!
Ultime parole nel sonno
prima di morire.


LA LUCE DELLA VITA 
Brucia il sole
tetti di case
fatte di sola paglia
e sudore d'erba.

Quanta fierezza
nei tuoi occhi, vecchio.
Tre denti e mezzo, un sorriso
ed un bicchiere di vino.

L'orgoglio della donna
che s'e donata a te
per un' intera vita
oscura il sole in lucentezza.

Quanta bellezza
nei tuoi passi, vecchio,
quando t'avvicini al sole
che la tua vita ha illuminato
e porgi il bicchiere
alle sue vizze labbra.


PENSIERI EROSI 
Erosioni  asimmetriche
di sentimenti confusi.

La confusione
sposta il punto di vista
e quel che credevi
era solo l'inganno
d'organi imperfetti.

L'anima elettronica
non si estingue
e la lente d'un obiettvo
puo' distorcere il lamento
degli uomini.

Quel che vedi
sone le simmetrie costruite
con lenti deformanti.


SOGNI ESTIVI 
Visioni mosse
appena sfumate
dal battito delle ciglia
come segnali di vita

Canzoni di Edith Piaf
fanno il lifting
alle rughe della fronte.

La radio della camera
assicura che la pace
regna sovrana

Che strano!
Poco fa con l'accendino
pensavo di bruciare il mondo.


LE LABBRA DELLA STORIA 
Mani insicure
e vene come mulattiere
tra le rovine  della tua conoscenza.

Hai perso tempo
a studiare i moti del vento
che non hanno mai
cambiato nulla.

Mattoni appesi al silenzio
d'una bocca arrossita
dalla vergogna.

Le labbra della storia stingono
quando rimosse le pietre
quel che resta
e solo il ricordo
dI eterne, mutevoli menzogne.


CERTEZZA D'AMORE 
Con un bacio
ho appannato i tuoi occhiali
e le  tue mani si sone posate
sulle tele dei miei occhi.

Dipinti sull'iride
i segni di lacrime secche
appena sfocate da lenti antiche.

La sicurezza di trovarmi accanto
era la luce che mancava ai tuoi occhi

Certezza d'amore chiude la porta al dolore.



UNA VITA 
L'esistenza
in un lampo della mente:
Maupassant.
Il libro chiude una vita
e provo a dire le stesse
parole, piu' volte.

Una scansione mentale
computerizzata
spinge il pensiero
verso lo concretezza
del nulla.

La vita e' solo un segmento del tempo.


VERSO CASA 
Appoggiati a me
sorreggero' il tuo corpo
come la tua anima
i miei vuoti.

Casa non e' lontana.

L'opacita' di un mondo sterile
e' un fantasma della mente.

Anche se tutto cambiasse ora
la mia mano e' la tua guida
come per me
la tua.


POESIA NEL VENTO 
Il pastore guardava il cane
ed il cane
il gregge.

Due foreste marcavano
occhi cosi' neri
da sbiancare il buio.

Lontane tempeste di sabbia,
forse di mare,
nel cielo lampi di guerra.

Le sue mani
disegnavano cerchi d'acqua
nella pianura della mente.

Mi sono accostato,
una mano tesa
ed un sorriso.

Ho scritto una poesia, mi disse.
-Dove?-
-Nel cielo- Rispose.
- Chi la leggera'? -
- Io,
il mio cane,
il mio gregge. -

Mi son seduto
accanto al pastore.
- Insegnami a scrivere -

- Il poeta di terra
scrive poesie d'acqua
nel fuoco dei tormenti
e le dona all'aria.
Se non avessi occhi per leggere
od orecchie
per ascoltare le tue parole,
se tu,
se tu non avessi lingua
o non sapessi usar la penna
la poesia nel vento
sara' sempre l'ombra d'un uomo
che guarda al cane del suo gregge
con lo sguardo volto all'infinito.

Che la tua platea
sia sempre la tua anima.-


POESIA D'ESSERE UOMO 
                                  a R.B.
 

Borgo povero
di citta' dimenticate
dove bimbi ancora lieti
cantano i giorni
dell'allegria perduta.

Come padre
e con amore di padre
la tua mano raccoglie
le cose rimaste
per mettere ordine
nella casa della memoria.

Qui con te
menti confuse
trovano la dimensione
senza frastuono
dove la poesia vive
nella donazione d'amore.

La tua mano
piano s'adagia
con infinita dolcezza
a colmare lacune rimaste
d'un mondo che dimentica
la purezza dell'arte.

L'uomo e il poeta
che vivono in te
tergono questo borgo
di citta' dimenticate
dove bimbi cresceranno
nel ricordo del tuo amore.


BOARDGAME 
Smagliante sorriso
sotto i ponti
percorreva l'acqua del fiume.

Il mistero d'un sorriso
sulla bocca d'un senzatetto
m'ha scheggiato la memoria.

Stalattiti stravaganti e colorate
aprivano a pensieri di sofferta
resistenza: le regole del gioco.


MEDAGLIA DI GUERRA 
Voglio percorrere le tue rughe
muta medaglia di guerra
inerte epppur viva.

Misteri secolari di parole
come scritte di sangue
su mura metropolitane.

Nelle albe nate del mondo
rimane lo spessore nudo
d'orme di piedi senza storia.


IL COLORE DELLO SGUARDO 
E' stato messo via,
duttile a docile
come la memoria dell'uomo,
lo sguardo della saggezza

I gatti  guardano la vita
con occhi gialli e profondi
pronti al riscatto dell'offesa

Nelle nere pianure
delle umane attenzioni
il senso del colore
e' un'opinione

Il graffio d'un gatto sulla pelle
e' la volonta' di vita  del dolore
per le cose dimenticate.


QUADERNO VECCHIO
Spogliato di copertina
vuoto di contenuto.
Fogli strappati
di un quaderno.

Macchie d'inchiostro
sui sepolcri di Foscolo
addormentati
con il sonno della mente.

il silenzio del pianto
rotto da un sussidiario
lasciato cadere
sull'indice della conoscenza.

Il costo della coscienza
e' il prezzo della sofferenza.


IL DUBBIO 

La tua mano
sulla  realta' sfuggente ed amara
delle cose che potevi prendere.

Il dubbio,
vertigine del pensiero,
le scelte fatte
sono sempre accompagnate
dall'incertezza.

Il tempo
sciogliera' il nodo
che hai tenuto stretto
attorno alla tua gola.


FIORE DI VIGNA 
Mirando lo specchio rosso
di questo cielo
e baciando la tua bocca
da una nuvola all'altra
m'accorgo del passar del tempo,
e quanto lontano appare
il primo tocco d'amore.

E dalla semina alla  vendemmia
fino alla spremitura
rivedo te nel rosso del cielo
come  fiore di vigna
riflesso nel mio calice:
mistero del mio tempo
che s'e' fermato.


STAVO ANDANDO VIA 
Erano danze, musiche, cori.
Gonne gitane s'alzavano
come fiammelle d'acqua.

Stavo andando via
quando t'ho vista
lasciarti morire
scivolando lungo
un palo della luce.

- A sud, a sud! - Gridavano
con tamburelli martellanti
mentre rotolavi
con gli occhi chiusi
guardando la luce
dal basso del tuo ventre.

L'asfalto bagnato solo
rifletteva l'apparenza
di una stella morta.

Stavo andando via
ma son rimasto a cantarti i versi
di cori gitani, musiche e danze
ancor frementi  di liberta' perdute.


L'OMBRA D'UN RIMPIANTO
Un modesto pensiero,
un semplice richiamo
della mente.

Ne' il nome ne' altro
era rimasto, solo un sorriso
patetico e arrogante
lungo la spina dorsale
della mia memoria.

Il ricordo,
immerso in un lampo infinto
di cielo m'ha stinto il viso
poi,
con raffinata dolcezza,
m'ha strappato il cuore.


NOSTALGIA 

L'aria umida e fredda
ed un frammento d'anni
sfocavano il mio sguardo fiso
sul bicchiere vuoto

Volli riempirlo d'acqua
e su orme incancellate
ho attraversato il silenzio
che conduceva al rubinetto.

Il rumore attento dell'acqua
richiamava il sapore frizzante
e sempre vivo del bacio

d'una stagione che non si compie.
Cosi' lentamente ho bevuto
col cuore ancor compresso

lo scandire d'un tempo mai dimenticato.



2003 Remil
                                                                                    FINE